Fondazione Zoé

In occasione della cerimonia della consegna dei premi Nobel, il 10 dicembre scorso, Massimiano Bucchi, sociologo dell’Università di Trento, ha presentato in Fondazione Zoé il suo nuovo libro sulla storia del prestigiosissimo premio.

Buffo scoprire che la nascita del premio Nobel sia scaturita, nel 1888, da un necrologio comparso su un quotidiano parigino che dava per deceduto proprio il signor Alfred Nobel. Chimico, inventore e imprenditore di successo con un bagaglio sulle spalle di 355 brevetti, tra cui la dinamite, era stato confuso con il fratello maggiore Ludvig morto a Cannes qualche giorno prima.

“Il mercante di morte è morto”, recitava il giornale. Non fatichiamo a immaginare l’amarezza che sorse in lui al pensiero di lasciare di se questo ricordo negli anni a venire. Alfred Nobel venne così indotto a immaginare un modo diverso di segnare il suo passaggio sulla terra e decise di utilizzare il suo notevole patrimonio per dare un contributo allo sviluppo della conoscenza.

In quegli anni, le straordinarie forze liberate dai progressi della scienza e della tecnologia lo portarono a riscrivere il suo testamento che cambiò per sempre l’immagine pubblica della scienza.

Il testamento destinava un premio alle persone che, durante l’anno precedente, avessero reso all’umanità i più grandi servigi nel campo della fisica, della chimica, della medicina, della letteratura e, infine, alla persona che si fosse “prodigata a favore della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace.”.

Il premio sarebbe stato assegnato senza tener conto alcuno della nazionalità dei candidati.

Nel 1901 vennero così assegnati i primi premi accompagnati da una grande attenzione da parte dei media di tutto il mondo e del pubblico che inizierà a ricavare un’immagine della scienza e della cultura del tutto nuova e appassionante.

Scriverà il Corriere della Sera il 13 dicembre “Nobel è famoso per due cagioni: per aver inventato la dinamite e per aver, morendo, istituito i premi che vanno  sotto al suo nome….Così buona parte dell’enorme fortuna lasciata da Nobel è posta ai servigi degli interessi più alti dell’umanità.  Anche dopo morto Nobel ha voluto praticare la carità così come l’aveva concepita in vita.”

Una bella risposta al necrologio parigino!

In quegli stessi anni rinacquero anche i Giochi Olimpici grazie all’impegno di Pierre de Coubertin che aveva cercato un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi attraverso una competizione sportiva, piuttosto che in una guerra.  Purtroppo il desiderio di Nobel e di de Coubertin di abbattere la distanza tra i popoli attraverso la cultura e lo sport, sappiamo bene, non è stato raccolto dalla storia.

Il 10 dicembre scorso, anniversario della morte di Alfred Nobel, si è svolta la consegna dei Premi Nobel: quello per la Pace a Oslo, mentre quelli per la Medicina, la Fisica, la Chimica, la Letteratura e l’Economia (disciplina aggiunta successivamente alla morte di Alfred Nobel) a Stoccolma. Il riconoscimento per la Pace è stato assegnato  all’Ican – la Campagna per la messa al bando delle armi nucleari – ed è stato consegnato dalla direttrice esecutiva dell’organizzazione, la 35enne svedese Beatrice Fihn, e a Setsuko Thurlow, oggi ottantacinquenne. La donna, che il 6 agosto 1945 era una studentessa tredicenne, è una superstite del bombardamento atomico di Hiroshima, e da allora si batte contro le armi nucleari.

Di questo ci ha raccontato Massimiano Bucchi, professore di scienza, tecnologia e società all’università di Trento, facendoci rivivere le singolari vicende, le controversie e i conflitti che hanno accompagnato i personaggi di maggior spicco del mondo scientifico e letterario dal primo Novecento a oggi.

Qui il video integrale del suo intervento in Fondazione Zoé.

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter