Fondazione Zoé

Molti pazienti mentono al proprio medico. Una ricerca coordinata dai ricercatori della University of Utah Health e del Middlesex Community College, in collaborazione con le Università del Michigan e dell’Iowa, e appena pubblicata su Jama Network Open, indaga sulle motivazioni per cui questo accade. Riportiamo l’articolo in merito pubblicato su Galileonet.it.

“Quante volte è andato in palestra nell’ultima settimana?”, chiede il medico, “e cosa ha mangiato ieri sera?”. Sono queste alcune delle tante domande che potrebbero immediatamente destare in noi un sentimento di imbarazzo e vergogna, al solo pensiero di aver passato tutta la settimana sul divano, magari accompagnati da qualche alimento non proprio dei più salutari al nostro fianco. Domande che potrebbero suscitare la paura di essere giudicati, a tal punto che saremmo disposti a mentire. Poca trasparenza, omissioni e bugie che, stando a un nuovo studio appena pubblicato sulle pagine di Jama Network Open, sarebbero molto più comuni e diffuse di quanto pensiamo di fronte ai medici.

Lo studio
La ricerca, coordinata dai ricercatori della University of Utah Health e del Middlesex Community College, in collaborazione con le Università del Michigan e dell’Iowa, è stata svolta tramite due sondaggi online, che hanno coinvolto rispettivamente 2.011 partecipanti sulla trentina e 2.499 partecipanti di circa 60 anni in media. Ai partecipanti sono state presentate sette situazioni abbastanza comuni in cui ci si potrebbe sentire inclini a nascondere alcuni comportamenti scorretti ai propri medici ed è stato chiesto loro di selezionare in quali di questi si sono ritrovati. Ai partecipanti è stato poi chiesto di ricordare il perché del loro comportamento.

In molti nascondono la verità
Dalle risposte è emerso che circa il 60-80% dei pazienti intervistati non avrebbe detto la verità al loro medico curante. E oltre a omettere dettagli sull’alimentazione e l’attività fisica, più di un terzo degli intervistati non si è espresso nel momento in cui era in disaccordo con la raccomandazione del medico o non ha ammesso di non aver capito le istruzioni mediche che avrebbe dovuto seguire. “Sono sorpreso che un numero così considerevole di persone abbia scelto di nascondere alcune informazioni al proprio medico” ha commentato l’autore dello studio, Andrea Gurmankin Levy. “Inoltre, dobbiamo considerare il fatto che i partecipanti al sondaggio potrebbero aver nascosto anche questa volta informazioni su ciò che non hanno detto al proprio medico, il che significherebbe che il nostro studio ha sottovalutato quanto sia diffuso questo fenomeno”. 

Perché mentiamo al medico
Ma quali sono i motivi di questa poca trasparenza o apertura da parte dei pazienti? Dal sondaggio è emerso che la maggior parte degli intervistati voleva evitare di essere giudicata, e non voleva essere coinvolta in una sorta di lezione tenuta dal medico, su quanto fossero scorretti specifici comportamenti. Più della metà, inoltre, era semplicemente troppo imbarazzata  per dire la verità. “La maggior parte delle persone vuole che il proprio medico si dedichi a loro”, ha spiegato Angela Fagerlin, co-autrice dello studio: “Ma ha paura di essere categorizzata come una persona che non prende giuste decisioni”.

Il problema con la disonestà di un paziente, sottolineano i ricercatori, è che i medici, non avendo a disposizione tutte le informazioni, non possono offrire consigli accurati. “Se i pazienti nascondono informazioni su ciò che mangiano o se stanno assumendo i farmaci prescritti, possono avere implicazioni significative per la loro salute”, conclude l’autore. Tuttavia, la colpa potrebbe non essere solo dei pazienti. “Il modo in cui i medici comunicano a volte potrebbe causare l’esitazione dei pazienti. La domanda, quindi, è se esiste un modo per insegnare ai medici a far sentire i pazienti più a loro agio”.

Riferimenti: Jama Network Open

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