Fondazione Zoé

 Sanità e assistenza nelle “smart cities” del terzo millennio

venerdì 22 settembre – Palazzo Giustiniani Baggio

Nell’ambito della prima edizione della rassegna “Tra Dono e Carità“, organizzata da Ipab Vicenza per la cura delle persone e della comunità, Zoé ha sostenuto un incontro dedicato al sistema di politiche sociali e sanitarie del giorno d’oggi. L’incontro è organizzato in collaborazione con la Fondazione di Storia Onlus di Vicenza e si è svolto venerdì 21 settembre alle ore 17.30 a Palazzo Giustiniani Baggio in Contra’ San Francesco 41 a Vicenza:

Una “lezione” dimenticata: Vicenza e il suo welfare system dal ’400 al 4.0
Sanità e assistenza nelle “smart cities” del terzo millennio

Presentazione del volume “Ospedali e politiche assistenziali a Vicenza nel Quattrocento” di Francesco Bianchi a cura di Gabriella Piccinni, Professore Ordinario di Storia Medievale Università di Siena

Seminario propositivo con
Achille Variati, Sindaco di Vicenza
Manuela Lanzarin, Assessore ai Servizi Sociali Regione del Veneto
Lucio Turra, Presidente IPAB di Vicenza

4×5: quattro sguardi verso il futuro
Giuseppe Cicciù, Segretario regionale Veneto Cittadinanzattiva-Tribunale del Malato
don Enrico Pajarin, Direttore diocesano Caritas vicentina
Pier Andrea Turchetti, Presidente Croce Rossa di Vicenza
Massimiliano Zaramella, Presidente Associazione Obiettivo Ippocrate

Modera: Luca Ancetti, Direttore Il Giornale di Vicenza

Alle soglie del terzo millennio Vicenza, come altre città, si interroga sull’adeguatezza del proprio welfare system rispetto alle esigenze sociali e sanitarie dei nostri tempi, di cui si occupano una pluralità di soggetti, pubblici e privati, vicentini e non, che agiscono sullo stesso scenario. Recuperando una lezione che proviene dal passato, questa iniziativa prende spunto dalla presentazione del recente volume di Francesco Bianchi, Ospedali e politiche assistenziali a Vicenza nel Quattrocento. Si tratta di un’ottima occasione per riflettere insieme sulle condizioni attuali dei servizi sociali e sanitari urbani, in un ideale confronto con il welfare system tardomedievale, contraddistinto da un’organizzazione virtuosa, oggi forse dimenticata, di cui spiccano le seguenti caratteristiche:
– un efficace coordinamento fra tutte le istituzioni assistenziali urbane, pubbliche e private, che agivano sulla scorta di un comune modello di welfare, incentrato sull’idea di “bene collettivo”, al servizio della comunità
– la condivisione di criteri amministrativi razionali, la circolazione di personale specializzato fra diversi enti assistenziali, ma anche l’accentuato livello di integrazione fra le risorse a
disposizione del welfare, le finanze pubbliche e l’economia di mercato
– l’attenzione e l’intervento costante dei ceti dirigenti locali per garantire la tutela, la crescita e il corretto utilizzo delle risorse destinate ai servizi assistenziali, anche a garanzia della stabilità del tessuto economico-sociale urbano, in un periodo segnato come il nostro da gravi crisi congiunturali e intensi fenomeni migratori.

 Zoé alla scoperta di… Abbiamo davvero bisogno della mente?

21 settembre – Fondazione Zoé

Lo sviluppo delle neuroscienze rende l’idea di mente un’idea sorpassata? Per molti un serio discorso sul cervello è tutto quello che ci serve. Eppure, il linguaggio della mente non sembra lasciarsi accantonare. Quando incontriamo gli altri e stabiliamo delle relazioni con loro, gli attribuiamo intenzioni, desideri, convinzioni e pensieri, insomma, tutte le attitudini di una mente. Né potremmo fare diversamente. Ed è una fortuna che sia così, cioè che, per cercare di comprendere gli altri, non ci si possa affidare  soltanto ad una  accurata esplorazione del cervello.

Ne abbiamo parlato giovedì 21 settembre alle ore 20.45 con Pierluigi Perissinotto, Direttore del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è professore ordinario di Filosofia del linguaggio. Tra i suoi libri: Le vie dell’interpretazione nella filosofia contemporanea (Laterza).

 Zoé alla scoperta di… Il corpo e l’inconscio

15 settembre – Zambon Health & Quality Factory

Destino, interventi degli dei, presagi: Freud ha trovato la radice di questi fenomeni non all’esterno del soggetto, ma nel suo fondo più intimo e inaccessibile. Per questo parlava di pensieri inconsci, mentre Lacan ha precisato che l’inconscio è strutturato come un linguaggio. E il corpo? Non tutto il lavoro dello psicoanalista si riduce a interpretare rappresentazioni e parole: occorre ridare al corpo il posto che gli spetta. Ma il corpo dell’uomo e quello della donna non sono corpi inerti, e da qui nascono una serie di temi e di problemi che sono al centro del dibattito attuale e delle difficoltà nella relazione tra i sessi.

Ne abbiamo parliato venerdì 15 settembre alle ore 20.45 con Marco Focchi, psicoanalista, membro AME della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi. Focchi dirige l’Istituto freudiano per la Clinica, la Scienza, la Terapia. Lavora a Milano ed è autore di diversi libri tra cui: La mancanza e l’eccesso.Che cosa significa guarire? (2007), Il glamour della psicoanalisi (2012), Sintomi senza inconscio di un’epoca senza desiderio (2014), Le parvenze e il corpo: l’inconscio all’epoca della vita spettacolare (2017).

  Le cure primarie e la medicina generale nella riforma sanitaria del Veneto

5 luglio Centro congressi Confartigianato

La riforma del sistema socio-sanitario veneto ha introdotto delle innovazioni strutturali con la costituzione dell’Azienda Zero, la drastica riduzione delle ULSS da 21 a 9 e un assetto organizzativo degli ospedali secondo la logica “hub and spoke”. Alle grandi innovazioni previste in ambito ospedaliero si dovranno collegare altrettante innovazioni sul territorio e sulla prevenzione, importanti non solo per gli “addetti ai lavori” ma anche per la cittadinanza. Zoé ha proposto un incontro di approfondimento sulle criticità del modello proposto e sugli aspetti più urgenti che, come pazienti e non, dovremo affrontare nei prossimi mesi.

A parlarne nel centro congressi di Confartigianato di via Fermi Vicenza, mercoledì 5 luglio alle ore 18:

Domenico MANTOAN, Direttore Generale Sanità Regione Veneto

Scarica e leggi: Presentazione Mantoan 5 luglio 2017 Fondazione Zoé

Giovanni PAVESI, Direttore Generale ULSS 8 Berica

Scarica e leggi: Presentazione Pavesi 5 luglio 2017 Fondazione Zoé

Arianna COCCHIGLIA, Consorzio Arsenal

Scarica e leggi: Presentazione_Arsenàl_ruoloMMGnelFSEr_Zoé

Giampaolo STOPAZZOLO, Direttore Distretto Ovest ULSS 8 Berica

Scarica e leggi: Presentazione Stopazzolo 5 luglio 2017 Fondazione Zoé

Giampietro STEFANI, Medicina di Gruppo Integrata Valle del Chiampo

Presentazione Stefani 5 luglio 2017 Fondazione Zoé

Introduce Luca PRIMAVERA, Segretario Generale Fondazione Zoé
Modera Luca ROMANO, Direttore Local Area Network

  Carrying Memories

8 giugno/23 giugno Fondazione Zoé

Carrying Memories è l’installazione artistica del diciassettenne studente italiano Leonardo Manzo e dell’artista serbo Viktor Kiss, che potrete vedere in Fondazione Zoé, in corso Palladio 36 a Vicenza, fino al 23 giugno. Si tratta di un’enorme valigia costruita per fissare e tramandare alle prossime generazioni il dramma dell’autunno del 2015, quando migranti e profughi attraversarono il confine tra la Macedonia e la Serbia al ritmo di 2000 al giorno con un enorme impatto sulla popolazione locale. Manzo, figlio dell’ambasciatore italiano a Belgrado, si è trovato giovanissimo testimone di uno dei fenomeni globali che segneranno il ricordo della nostra epoca: quando la rotta balcanica è diventata un importante alternativa a quella del Mediterraneo: «Personalmente ho sentito che stavo assistendo a quello che credo costituisca un momento storico e ho pensato di condividerne la memoria con chi non ne ha avuto esperienza – racconta. Aiutato dall’amico e artista Viktor Kiss ho costruito una valigia di grandezza umana, in ferro, ma rifinta elegantemente come le vere valigie e al suo interno abbiamo messo una videoinstallazione in cui racconto quei momenti attraverso video e immagini fotografiche». Ecco allora che i migranti, visti con gli occhi dell’artista, diventano come valigie, perse nello spazio e nel tempo, spesso abbandonate e bistrattate, altre volte raccolte e passate di mano in mano. Una valigia a grandezza umana, Carrying Memories, in cui lo spettatore è invitato a entrare e ad accomodarsi per guardare in faccia la realtà, per alcuni minuti un tu per tu obbligato con le immagini di quel terribile viaggio della speranza. Presentata a Vicenza in occasione dell’evento “I care / We care. Storie di migrazioni e racconti di persone che hanno scelto di impegnarsi” l’8 giugno 2017, l’opera è stata donata dal giovane autore Leonardo Manzo alla Fondazione Zoé, per il suo impegno sociale e culturale nell’ambito delle attività di approfondimento sul tema della migrazione.

L’installazione verrà poi trasferita nella sede museale di Zambon in via Lillo del Duca 10 a Bresso (Mi), dove sarà visitabile da chiunque lo desideri.

  I care/we care. Storie di migrazioni e racconti di persone che hanno scelto di impegnarsi

8 giugno – Fondazione Zoé

C’è chi davanti al cambiamento preferisce voltare lo sguardo da un’altra parte. C’è chi rifiuta l’arrivo del nuovo e il confronto col diverso. Ma ci sono anche moltissime persone qualunque che scelgono di “restare umane”, di mettersi in gioco in prima persona, di considerare la salute e il bene dell’altro come un traguardo di civiltà.

Nell’ambito del ciclo di incontri di approfondimento sul tema delle migrazioni, la Fondazione Zoé dà voce ai protagonisti di questa sfida, a partire dai giovani e giovanissimi come l’angelo dei profughi Nawal, gli artisti Leonardo Manzo e Viktor Kiss, gli studenti del Liceo Quadri impegnati nel progetto della “Scuola per migranti” e quelli dell’Istituto Rossi con il loro viaggio “Da Vicenza a Lampedusa”: ottimi esempi di come tutti noi, ciascuno nel proprio piccolo, siamo chiamati a fare qualcosa di buono.

Ce ne hanno parlato in Fondazione Zoé giovedì 8 giugno:

Daniele Biella, giornalista e scrittore, autore del libro “Nawal – L’angelo di profughi” che racconta la storia una ragazza di origini marocchine, arrivata in Italia da bambina e diventata un punto di riferimento per i migranti nella lotta alla sopravvivenza e al racket degli “scafisti di terra” e del volume – appena uscito in libreria – “L’isola dei giusti”, che raccoglie sette magnifiche storie di altrettanti abitanti dell’isola di Lesbo, inclusa una nonna ultraottantenne, che hanno scelto di cambiare in meglio il loro piccolo pezzo di mondo e il destino di chi lo attraversa;

Leonardo Manzo, studente italiano che vive a Belgrado e Viktor Kiss, artista serbo, autori dell’installazione artistica “Carrying Memories”, realizzata per salvare tracce di vita e di memoria che testimoniano il passaggio dello straordinario flusso di migranti che nell’autunno del 2015 ha attraversato, al ritmo di circa 2.000 arrivi al giorno, i confini tra Macedonia e Serbia, nel cuore di quella “rotta balcanica” di cui Lesbo rappresenta il primo approdo;

Mary Pilastro, professoressa del Liceo Quadri e responsabile del progetto “Scuola per migranti” ;

Silvano Caveggion, professore dell’Istituto Rossi e responsabile del progetto “Da Vicenza a Lampedusa“.

L’incontro sarà aperto dai saluti di ISABELLA SALA, assessore alla Comunità del Comune di Vicenza e introdotto da ELENA ZAMBON, presidente della Fondazione Zoé.
Modera CONSUELO DE GARA, senior consultant della Fondazione Zoé.

  Festival Biblico

26 maggio – Chiesa di S. Corona

Il viaggio è il filo conduttore della 13^ edizione del Festival Biblico che si è svolto a Vicenza dal 18 al 28 maggio. Anche quest’anno Fondazione Zoé ha rinnovato la partnership con il Festival dedicato a un modo nuovo per incontrare la Bibbia, proponendo due appuntamenti che, nell’ambito della progettualità di Zoé, parleranno di salute in modo diverso e connesso al tema portante del viaggio.

Il primo incontro, dal titolo “Il viaggio dei minori migranti non accompagnati”, tenuto in Zoé mercoledì 24 maggio alle ore 18, ha avuto come protagonista Marco Capuccino, responsabile di “Civico zero“, progetto di Save the Children che da anni si occupa dei minori migranti non accompagnati, ci racconterà le storie dei migliaia di bambini in fuga dal proprio paese, dalla povertà, dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla violenza. Chi si occupa di loro? Supporto, orientamento, protezione, affetto, speranza in un futuro migliore, questo è ciò di cui hanno bisogno e che fortunatamente possono trovare grazie al progetto di accoglienza di Save the Children.

Il secondo appuntamento si è svolto alla Chiesa di Santa Corona venerdì 26 maggio alle 18.30: era nostro ospite lo psicanalista Massimo Recalcati che ha messo a confronto l’Edipo di Sofocle con il figlio della parabola lucana, due differenti raffigurazioni del segreto del figlio.

  Perché è difficile parlare di salute

9 maggio 2017 – Fondazione Zoé

Di salute, ormai, parlano un po’ tutti, dicendo un po’ di tutto. Ma la salute è un affare complicato e comunicarla correttamente significa soprattutto maneggiare la complessità. Significa avere a che fare con una scienza in rapida evoluzione, definizioni non sempre granitiche, dibattiti tra scuole di pensiero, statistiche da interpretare.

Per il ciclo di incontri “Zoé alla scoperta di…”, DANIELA OVADIA con il suo libro, scritto insieme a Silvia Bencivelli,È la medicina, bellezza! Perché è difficile parlare di salute” ci ha raccontato di storie di giornalismo e di medicina per fare un po’ di chiarezza su come, a volte, l’informazione sulla salute si trasformi in “bufala”!

Daniela Ovadia è giornalista scientifica ed eticista. Ha studiato medicina e neuroscienze cognitive. Divide il suo tempo tra l’attività giornalistica (Focus, Le Scienze, Mente & Cervello e l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro) e la condirezione del laboratorio Neuroscienze e società dell’Università degli Studi di Pavia. Insegna Tecniche di progettazione europea per la comunicazione scientifica al master SGP della Sapienza Università di Roma.

 

  Zoé alla scoperta dei vaccini

18 marzo 2017 – Fondazione Zoé

In un’epoca in cui il facile accesso al sapere è tanto una grande opportunità quanto una grande responsabilità, Zoé ha proposto un incontro per approfondire il ruolo dei vaccini nella società contemporanea, affrontando dubbi, contraddizioni, pregiudizi e ostacoli che spesso attanagliano i genitori nel momento in cui devono scegliere per la salute dei propri figli.

Ne abbiamo parlato con ANDREA GRIGNOLIO, autore del libro «Chi ha paura dei vaccini?», una narrazione storica e analitica su questo importante tema di salute pubblica e con PAOLA BISSOLI, del Comitato Tecnico Scientifico del Progetto VaccinarSi in Veneto, che ha esposto la situazione epidemiologica locale e le politiche di vaccinazione della Regione Veneto. Modera la giornalista CINZIA ZUCCON. Guardate le foto dell’incontro nella nostra galleria.

Se non avete potuto partecipare all’incontro, vi invitiamo a guardare il video completo sul nostro canale You Tube.

Zoé alla scoperta di… Health Technology e Industria 4.0

6 marzo 2017 – Zambon Health&Quality Factory

Industria 4.0 è la rivoluzione produttiva della connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti in tempo reale. Identifica il nuovo modello di gestione del lavoro che coglie le opportunità delle nuove tecnologie, in particolare la digitalizzazione. Tra i settori che stanno beneficiando dei maggiori effetti positivi del cambiamento c’è quello della salute. Quali nuove sfide da cogliere?
Lunedì 6 marzo alle ore 18, ne abbiamo parlato con:
ALBERTO BOMBASSEI, Presidente Brembo Spa
FABRIZIO DUGHIERO, pro Rettore Università di Padova
GIANANTONIO POZZATO, CEO Telea Electronic Engineering e Biotech
ENRICO VENTURATO, CEO MED Health Technologies

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Zoé alla scoperta di… Le dieci professioni digitali che mancano in Italia

8 febbraio 2017 – Zambon Health&Quality Factory

Web analyst, digital copywriter e social media specialist… Quali sono le dieci professioni digitali più richieste?
In Italia i giovani occupati nel digitale sono il 12% a fronte di una media europea del 16%. Le tecnologie stanno cambiando il modello del lavoro e si calcola che nel 2020 ci saranno 900.000 posizioni per professioni digitali non coperte. Università e imprese sono chiamate a responsabilità, adeguando percorsi e innovazione formativa al ritmo di cambiamento di queste professionalità e competenze.

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Mercoledì 8 febbraio alle ore 18, Fondazione Zoé ne ha parlato con tre esperti, una tavola rotonda per interrogarsi sui fabbisogni delle imprese e del mondo della formazione, sull’incontro tra giovani e mercato del lavoro:

MICHELE LORENZI, direttore generale Develon srl
PAOLO GUBITTA, Università di Padova
ENRICO MAGGI, CEO Opensymbol srl

Introduzione Luca Primavera, direttore Fondazione Zoé.
Coordinamento Laura Cailotto e Luca Romano.

Per leggere l’estratto dell’incontro: estratto