Fondazione Zoé

Parla Paula Eder, responsabile del Centro Climatico di Predoi, Valle Aurina (BZ).

L’aria di montagna, libera da smog ed esalazioni tossiche, è di per sé un toccasana per la salute. Se poi la respiriamo all’interno di un’antica miniera di rame in disuso, gli effetti benefici per la salute aumentano.
Predoi è il primo centro italiano di speleoterapia, una branca dell’antroterapia, che viene praticata in ambienti naturali freddi con un elevato tasso di umidità relativa. Come spiega Paula Eder, responsabile del Centro Climatico di Predoi, in Alto Adige, questa terapia è  particolarmente indicata nel trattamento dell’asma bronchiale e delle allergie.

Dottoressa Eder, cosa s’intende per speleoterapia e in cosa consiste?
La speleoterapia è una forma particolare di terapia climatica che viene somministrata all’interno di miniere abbandonate o grotte naturali con condizioni microclimatiche costanti, per la cura delle malattie respiratorie. Nel cuore della montagna la carica di pollini e polveri è praticamente assente, la temperatura si assesta attorno agli otto/dieci gradi centigradi, indipendentemente dalla temperatura esterna e dal periodo stagionale, e l’umidità relativa è intorno al 100 per cento. Con un’inspirazione lenta e profonda l’aria si riscalda a temperatura corporea e diviene secca (grado di umidità pari al 20 per cento), ma ha la tendenza a saturarsi nuovamente di acqua che viene prelevata dalle mucose edematose e dalle vie respiratorie congestionate. Il lume dei bronchi si dilata e il catarro si fluidifica, facilitandone l’espettorazione.


Dove viene praticata questa terapia?
In Europa orientale è comune da oltre 200 anni. In Germania e Austria è una terapia affermata in diversi centri dalla metà del secolo scorso. In Italia, invece, la speleoterapia è quasi sconosciuta, e ha avuto il suo battesimo nel 2003 con la realizzazione della galleria climatica di Predoi, unica struttura nel suo genere.


Per quali quadri clinici è indicata?
Grazie ai suoi effetti decongestionanti, la permanenza nella caverna climatica è particolarmente indicata per il trattamento di malattie delle vie respiratorie come l’asma bronchiale, di natura allergica e non, le allergie polliniche con rinite allergica e congiuntivite, la bronchite cronica ostruttiva, spesso associata al fumo di sigaretta, la sinusite cronica, la laringite e l’enfisema polmonare.


È adatta anche ai bambini?
La speleoterapia è praticabile fin dall’infanzia e si presta particolarmente per il trattamento delle malattie atopiche, come pollinosi e neurodermite, è priva di effetti collaterali. L’unica accortezza è che si richiede l’accompagnamento di un genitore.


I suoi effetti sono scientificamente dimostrati?
Diversi sono gli studi a supportarne i benefici, fra cui lo studio condotto nel 2002 da Michael Leichsenring sugli effetti a lungo termine del trattamento dei disturbi asmatici nei bambini, e i lavori del “Deutscher Speläotherapieverband” (l'”Unione Tedesca di Speleoterapia”), che dal 1969 emana standard qualitativi per i trattamenti speleoterapici.


Ci sono controindicazioni per una terapia in miniera?
Questa terapia è priva di effetti collaterali. L’efficacia del trattamento dipende unicamente dall’aerosol microclimatico presente in galleria, dunque non c’è bisogno di somministrare alcun farmaco tradizionale. La speleoterapia è controindicata in presenza di malattie febbrili dell’apparato respiratorio, malattie infettive, malattie cardiocircolatorie acute o croniche tendenti a decompensazione, come l’insufficienza cardiaca, l’infarto miocardico acuto o angina pectoris acuta, ipertensione arteriosa grave non stabilizzata, o gravi disturbi della circolazione periferica.


 

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