Fondazione Zoé
È ora disponibile nei centri oncologi italiani il Question Prompt List (QPL), un opuscolo contenente 49 quesiti riguardanti il decorso della patologia tumorale. Viene consegnato prima della visita medica ai pazienti, i quali, dopo averlo letto, scelgono le domande da porre allo specialista. Grazie al QPL, in uso finora solo nei paese anglofoni, coloro che sono colpiti dalla malattia sono stimolati ad interagire con il medico e a formulare domande corrette e utili alla comprensione del proprio stato di salute. Uno strumento prezioso dunque, la cui traduzione in italiano fa parte di un progetto, sponsorizzato dal Ministero della Salute e dalla regione Lombardia, che prevede l’introduzione negli ospedali oncologici nazionali di attività mirate all’incremento della comunicazione medico-paziente.
La versione italiana del QPL però non è semplicemente una traduzione dall’inglese, ma il frutto di un vero e proprio studio cross­-culturale che ha consentito di adattare le domande alla lingua e alla cultura del nostro paese, senza variarne il significato originale. Il lavoro, diretto dai ricercatori dell’Unità di Ricerca e Innovazione dell’Ospedale di Parma, ha visto coinvolti traduttori, medici specialistici, linguisti, psicologi e pazienti oncologici, sopravvissuti alla malattia o in fase di guarigione, in modo da esaminare la traduzione da diversi punti di vista. Alcune parole ed espressioni comunemente usate nella cultura inglese sono, infatti, ritenute inaccettabili nella nostra,

In questo senso, le maggiori difficoltà hanno riguardato la traduzione di alcune frasi particolarmente schiette e dirette; ad esempio la frase “Dunque tu hai un cancro…” presente nella versione originale è stata omessa in quella italiana. Lo stesso termine “cancro” è stato sostituito da “la mia malattia” o da “tumore”, espressioni ritenute meno aggressive. La frase idiomatica “salute ottimale” è stata resa più realistica, divenendo “assicurare il miglior stato di salute possibile”. La commissione inoltre ha deciso di tradurre in italiano anche termini inglesi che oramai fanno parte della nostra lingua, tra cui: checklist, team e follow-up. La valutazione finale del lavoro è stata assegnata ai trenta pazienti volontari, di diversa età e grado di istruzione, che hanno giudicato le domande secondo l’utilità, la chiarezza e il grado di ansietà che possono provocare in coloro che affrontano la malattia.

Il feedback dei volontari sembra confermare l’utilità dell’opuscolo; le domande sono risultate efficaci e di facile comprensione, sebbene alcuni quesiti, tra cui quelli riguardanti l’esito della patologia, sembrano provocare un forte stato di preoccupazione nel lettore. A tal proposito gli autori dello studio si augurano che in Italia, come accaduto in Inghilterra, la diffusione del QPL possa stimolare i pazienti oncologici ad affrontare con il medico argomenti delicati come quello della diagnosi e, soprattutto, della prognosi.

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter