Fondazione Zoé
Sono informazioni scarse e poco dettagliate, quelle riportate sulle pagine web ufficiali degli ospedali italiani. Pagine spesso non aggiornate, statiche e poco interattive. Lo rivela un’indagine condotta dai ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Applicata dell’Università di Brescia. Sotto analisi tutti gli ospedali nazionali, privati e pubblici, attivi tra dicembre 2008 e febbraio 2009.

Tramite le liste fornite dal Ministero della Salute, gli autori dello studio hanno cercato i siti internet di ogni azienda ospedaliera, scoprendo che soltanto 763 nosocomi su 1265 possiedono pagine web attive. I ricercatori hanno poi analizzato diverse caratteristiche dei portali, tra cui le informazioni tecniche riguardanti il sito stesso, quelle di tipo medico, i servizi interattivi disponibili, le informazioni generiche sull’azienda e le attività esterne svolte. Il quadro che emerge è piuttosto variegato, ma nel complesso poco soddisfacente. Solo il 15 per cento dei siti web, ad esempio, è disponibile in lingua inglese, un dato che contrasta fortemente con l’elevato numero di turisti e immigrati che transitano nella nostra penisola. Scarse anche le informazioni relative agli indicatori di perfomance: solo 7 siti su 763, infatti, forniscono i tassi di mortalità intraospedaliera e quelli relativi alle infezioni nosocomiali. Carenti anche le informazioni sul personale in servizio; solo in 57 pagine web compaiono i curriculum professionali dei medici.

Leggermente migliore è lo stato dei servizi online. Quasi l’80 per cento dei siti consente di comunicare con l’ospedale tramite posta elettronica, ma meno del 18 per cento ha attivato servizi online per prenotare visite e analisi. I dettagli sui contatti, tra cui numeri di telefono, di fax e indirizzi e-mail, sono forniti in maggior percentuale dalle aziende ospedaliere private rispetto a quelle pubbliche, mentre non ci sono grosse differenze sulle informazioni riguardanti i servizi medici. I costi delle prestazioni vengono specificati solo dall’1 per cento degli ospedali privati e dal 10 per cento di quelli pubblici. Sono carenti anche le pagine dedicate alla comunicazione con i pazienti: appena 8 siti possiedono un forum sulla salute accessibile agli utenti, e solo 160 offrono la possibilità di iscriversi a una newsletter. Scarse sono anche le informazioni sulle liste di attesa. Quelle online sono disponibili solo su un quarto dei siti totali, ma spesso non presentano la data dell’ultimo aggiornamento. Inoltre le attività esterne, riguardanti principalmente ricerca e congressi, ma anche le iniziative svolte dalle associazioni di pazienti e in difesa dei diritti del malato, sono ben illustrate soprattutto sui siti dei nosocomi pubblici, notoriamente più vicini al mondo accademico e della ricerca.
 

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