Fondazione Zoé
La carta stampata rappresenta uno dei più importanti mezzi di informazione bio-medica, eppure quotidiani e riviste nazionali dedicano poco spazio a scoperte e innovazioni scientifiche. Le notizie pubblicate, tra l’altro, sono spesso superficiali e, soprattutto quelle riguardanti test e trattamenti medici, vengono riportate in maniera poco obiettiva.

È quanto emerge da una ricerca, condotta da alcuni ricercatori dell’ospedale di Reggio Emilia e dell’Università di Ferrara, durante la quale sono stati raccolti ed esaminati 146 articoli scientifici, pubblicati in una settimana su 41 quotidiani e 41 settimanali italiani. Ogni pezzo è stato valutato in maniera indipendente da tre medici che hanno giudicato la tipologia, l’approfondimento e la correttezza delle informazioni.

Dall’analisi è emerso che il 51% degli articoli occupa meno di un quarto di pagina e che solo lo 0,7% di tutto lo spazio disponibile sulle riviste prese in esame, riporta notizie di scienza o salute. La maggior parte dei testi, 97 su 146, è dedicata ai comuni trattamenti sanitari o alle scoperte scientifiche di base, mentre i restanti 49 illustrano nuove conquiste mediche o prodotti farmacologici innovativi.

Sono proprio gli articoli dedicati alle novità medico-diagnostiche a aver ricevuto le valutazioni peggiori. Solo in 6 dei 49 pezzi, infatti, sono riportati i costi delle procedure descritte, e soltanto in 13 viene trattato il tema del conflitto di interesse finanziario. Inoltre, dei nuovi trattamenti medici, i limiti o addirittura gli ipotetici rischi per i pazienti, sono omessi in ben 43 articoli.

I benefici, invece, sono descritti nel 100% dei casi, spesso in termini relativi e non assoluti, e, secondo gli autori dello studio, nel 45% di essi i risultati delle ricerche sono enfatizzati  o addirittura sovrastimati. A ciò concorre il fatto che soltanto in 9 articoli su 146 le fonti di informazione riportate (pubblicazioni accademiche, convegni, libri etc.) sono multiple, mentre in tutti gli altri la fonte è unica o addirittura, come avviene 5 volte su 100, assente. Notizie superficiali e poco utili insomma sempre più vicine alla pubblicità e sempre meno al servizio dei cittadini.

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