Fondazione Zoé

Team chirurgici come gli equipaggi degli aerei: allenati a lavorare in squadra, a comunicare tra loro utilizzando codici comuni, a fare il punto seguendo una check list prima di iniziare un intervento.  Secondo uno studio pubblicato sul  Journal of the American Medical Association (Jama) il metodo funziona: gli ospedali che formano il personale con metodi analoghi a quelli usati in aviazione riportano un calo nella mortalità in seguito a interventi chirurgici maggiore del 50 per cento rispetto agli altri nosocomi. La ricerca è stata condotta da  Julia Neily e dai colleghi del Centro nazionale sicurezza pazienti del dipartimento per i Veteran Affairs (VA).

Gli studiosi hanno analizzato più di 180mila interventi chirurgici compiuti negli Stati Uniti dal 2006 al 2008, in 108 ospedali. In 74 di queste strutture era stato applicato un programma di formazione al lavoro di squadra, chiamato “Medical Team Training”, che adatta le tecniche per la gestione e la preparazione degli equipaggi aerei alle équipes mediche. Il personale era addestrato a fare riunioni pre-operatorie guidate da una checklist, e a compiere, dopo l’intervento, un’analisi per rilevare eventuali criticità.

Dopo due anni, il tasso di mortalità a seguito di interventi chirurgici era diminuito del 18 per cento negli ospedali che avevano seguito il programma, e solo del 7 per cento in quelli che ne erano rimasti esclusi. I ricercatori hanno trovato anche una correlazione diretta tra l’aumento delle riunioni e la riduzione della mortalità. “Fare un briefing prima di un’operazione – spiega Julia Neily – sembra essere una componente chiave nel ridurre la mortalità, perché dà un’ultima chance di correggere eventuali criticità prima di iniziare”.

Anche le discussioni post-operazione, quelle che nel gergo della formazione si chiamano “debriefing”, si sono dimostrate importanti per comunicare i problemi – strumenti danneggiati, attrezzature insufficienti – incontrati nel corso dell’intervento, e correggerli velocemente.  Inoltre, secondo Douglas Paull, chirurgo del VA Department e direttore del programma “Medical Team Training”, una parte degli errori clinici può essere dovuta a carenze nella comunicazione e nell’abitudine a lavorare in squadra. “Per fortuna, queste abilità non tecniche possono essere misurate, apprese e migliorate per un sistema sanitario più sicuro”, ha concluso Paull.

Riferimenti: Jama doi:10.1001/jama.2010.1506
http://jama.ama-assn.org/cgi/content/abstract/304/15/1693?maxtoshow=&hits=10&RESULTFORMAT=&fulltext=Julia+Neily+&searchid=1&FIRSTINDEX
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