Fondazione Zoé
Accanto al fenomeno ormai ampiamente studiato dei social network – Facebook su tutti, oggi oggetto di un film già ultra premiato – si sta costruendo una rete sempre più popolare di forum online dedicati o costruiti dagli stessi studenti di medicina.
 

Uno dei più frequentati è al momento The Student Doctor Network , che coinvolge migliaia di partecipanti e fornisce agli studenti contenuti medici non sottoposti ad alcuna forma di controllo. Il tema del controllo del web è ovviamente molto delicato, anche perché il punto di partenza è che il web è per sua natura libero e non può diventare oggetto di censura e/o di regole. Tuttavia il crescente utilizzo di internet – in fondo anche questo scritto appare su un sito web – ha creato una sorta di oceanica e di fatto sterminata massa di informazioni a libero accesso. Il lato positivo è evidente: l’aumento di cultura  medica produce un aumento anche di consapevolezza diffusa sulla salute e costringe di fatto i medici a mantenersi aggiornati. Non c’è nulla di più imbarazzante infatti del trovarsi di fronte una persona che ne sa più di te (o crede di saperne ) sulla propria eventuale malattia e sulle opzioni terapeutiche. Il lato negativo, quello su cui non è chiaro quale possa essere il meccanismo di intervento, è la potenziale trasmissione di informazioni errate, di credenze non verificate ma rese certe proprio dal fatto di comparire su un sito. Ulteriore aspetto, ancora poco studiato, è l’incremento di ansietà sia per chi pratica la medicina che per coloro che cercano informazioni veloci sul proprio stato di salute. Tanto che è stato coniato il termine “cybercondria” per indicare questa nuova forma di ipocondria generata da un uso incontrollato ed incontrollabile di internet. E possiamo aggiungere che l’anonimato garantito da questi siti permette discussioni libere e al tempo stesso non verificate rispetto ai contenuti. Il dato più interessante è che un sito, per il solo fatto di esistere, sembra essere considerato affidabile. In uno studio eseguito anni fa in alcuni paesi europei sulle fonti maggiormente utilizzate dagli studenti universitari, la totalità degli intervistati ha affermato «deve essere vero, l’ho trovato su internet». Tutto questo non è necessariamente negativo. Implica però la necessità di fornire agli studenti qualche idea in più su come valutare le informazioni e l’urgenza di incrementare la verifica dei contenuti a tutela di chi cerca sul web una risposta alla propria domanda di salute.


 

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter