Fondazione Zoé

La prestigiosa rivista Nature ha recentemente pubblicato lo studio di un team internazionale di scienziati secondo il quale i batteri intestinali umani possono essere divisi in tre gruppi principali conosciuti come enterotipi. Queste scoperte potrebbero portare a una migliore informazione per le persone che hanno bisogno di assistenza medica o nutrizionale. Ma facciamo un passo indietro: quanto ne sappiamo, in realtà, di chi o che cosa popola il nostro intestino?

Proviamo a raccontarla ad un bambino, magari partendo da 5 miliardi di anni fa, quando nacque la terra a seguito del Big Bang. Dopo 1,5 miliardi di anni la terra era già un corpo celeste fatto per lo più di azoto, carbonio e idrogeno. A quel punto si composero gli aminoacidi e le proteine. E da questi elementi organici nacquero le prime forme di vita: batteri, spugne ed Alghe Azzurre. Vivevano nutrendosi attraverso la fotosintesi clorofilliana e dai e dai di fotosintesi… sottraevano carbonio dall’atmosfera per rilasciare ossigeno negli oceani.
Fu così che un giorno l’ossigeno prese piede nel mondo… e i Batteri Anaerobi, che possono vivere solo in assenza di ossigeno, decisero di trovarsi una casa prima di estinguersi: trovarono così l’UOMO! Più precisamente il suo intestino. Nacque così il cosiddetto Pianeta Intestino, un pianeta appunto dove vivono tantissimi microorganismi, da 500 a 1000 tipi e colori diversi, tutti di diverse famiglie: Casa BacteroidetesCasa Firmicutes, Casa Actinobacteria, Cyanobacteria, Casa Fusobacteria, Casa Proteobacteria e Casa Verrucomicrobia. Ognuno a casa sua svolge funzioni diverse: chi disgrega le sostanze, chi le sintettiza, chi le aggredisce,  chi dorme, chi lavorava incessantemente.

I batteri soffrivano tuttavia di solitudine e da un giorno all’altro decisero di vivere assieme ai Neuroni. Già l’intestino possiede circa 100 milioni di neuroni sistemati in una rete di fibre nervose che risiedono in un luogo chiamato Plesso nervoso mioenterico (Plesso di Auerbach) nel canale digerente. Batteri e Neuroni cominciarono così a convivere e le convivenze – si sa – non sono sempre sono positive. Cominciarono così i primi dissidi, le prime “guerre”: allergie, intolleranze, colon irritabile, diarrea, stipsi…

Dunque per riassumere: noi abbiamo una pancia popolata da NEURONI e BATTERI. Ecco perché forse dobbiamo allarmarci quando si parla di E.coli: non per paura di incontrarli, ma perché li conteniamo e non li conosciamo. Cultura sul Pianeta Intestinale andrebbe fatta molta di più di quanta ne esiste; oggi è una cultura condizionata dalle appartenenze ai vari ambiti scientifici: medicina convenzionale, no per tanti anni; medicina alternativa, sì abbastanza. Questo però è un sapere che dovremmo possedere tutti, al di là dei “credo” scientifici, esattamente come tutti dovrebbero conoscere la Costituzione, al di là del proprio credo politico.

IO VOGLIO SAPERE CHI MI POPOLA! Indipendentemente dalla comunità scientifica cui appartengo. Gli studi di biologia molecolare sul tema cominciano ad apparire oggi e se ne parla solo tra esperti. Perché, visto che l’argomento è invece non solo importante ma soprattutto decisamente attuale?

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