Fondazione Zoé
‘I farmacisti come formatori delle persone più giovani in tema di uso e consumo di farmaci’: è questo l’invito che giunge da Hyderabab, India, dove si è svolto il 71° Congresso dell’International Pharmaceutical Federation che, raggruppando le varie associazioni nazionali dei farmacisti, rappresenta globalmente circa due milioni di questi professionisti.
Priya Bahri, a capo dell’unità “Linee-guida e comunicazione del rischio” presso l’EMA (acronimo di European Medicines Agency) di Londra, evidenzia come in Europa e Usa, nella fascia di età compresa tra i 13 e i 19 anni, si registri un importante consumo di medicine, in particolare antidolorifici per la cefalea, ma anche farmaci per dolori di stomaco, disturbi del sonno, asma e anticoncezionali.
Molta, però, la confusione tra i ragazzi che ricevono informazioni da fonti eterogenee, quali famiglia, amici, internet, giornali e operatori sanitari. Ciò crea grande ansia, soprattutto in aree delicate come quella della prevenzione dell’HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) o della contraccezione. 
 
Così viene chiamato in gioco il farmacista, invitandolo a un maggior dialogo e a un ascolto più attento delle problematiche giovanili, oltre che a monitorare i rischi di una pubblicità on line, sempre più incalzante, di farmaci promossi per le loro discutibili capacità di migliorare le prestazioni scolastiche.
 
 
Da Il Farmacista33

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