Fondazione Zoé
È stato recentemente pubblicato dal Ministero della Salute il primo modulo del ‘Manuale per il Governo Clinico’.
Il governo clinico rappresenta una modalità con cui viene affrontato il tema della qualità dell’assistenza sanitaria, che non comprende solo la dimensione clinica, ma anche le dimensioni organizzative, economiche, gestionali, etiche e giuridiche. Il Manuale è indirizzato a tutte le figure professionali che operano in sanità e intende offrire a esse, indipendentemente da ruolo, ambito professionale e assistenziale, un’opportunità di formazione circa le tecniche e gli strumenti del governo clinico per favorire la loro partecipazione allo sviluppo strategico delle organizzazioni.

Il primo modulo riguarda il tema della sicurezza dei pazienti e degli operatori e si articola in più capitoli che trattano tra l’altro le politiche per la sicurezza dei pazienti e degli operatori, gli aspetti legali e gestione dei contenziosi, la prevenzione degli eventi avversi in terapia farmacologica, il benessere organizzativo, la violenza nei confronti degli operatori.
In riferimento all’obiettivo del miglioramento della sicurezza nelle cure, si richiama la necessità di un cambiamento culturale, secondo appunto l’approccio del governo clinico, che richiede di abbandonare comportamenti individualistici per privilegiare la relazione, la comunicazione e la condivisione, di adottare metodi proattivi piuttosto che reattivi, di superare una cultura punitiva e auto difensiva a favore di una cultura aperta alla manifestazione delle difficoltà personali, dei limiti nelle competenze, dei rischi corsi e degli errori commessi.

In coerenza con i principi di trasparenza e responsabilità che devono far parte degli assunti fondamentali della cultura organizzativa, viene presentato tra l’altro un approccio alla gestione del rischio clinico che la letteratura indica come “Sorry, it works“. Tale espressione si traduce nell’attuare concretamente un insieme di iniziative per la gestione della relazione tra strutture sanitarie e pazienti al verificarsi di un evento avverso. Questa richiede un approccio chiaro e definito, basato su una procedura condivisa, che includa la gestione dell’evento avverso e la comunicazione aperta e trasparente con i pazienti ed i loro familiari rispetto a quanto avvenuto.
 
 

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