Fondazione Zoé

Dalla Puglia alla Lombardia, ma in mezzo c’è tutta Italia, ne stanno succedendo di tutti colori. 

“Una scandalosa Sanità” titola Guglielmo Pepe un articolo su Repubblica di martedì 17 aprile. 
Nell’articolo si lamenta l’ingerenza politica nell’elezione dei Primari che soffoca sul nascere la meritocrazia. I concorsi sono vinti da persone raccomandate in sintonia coi Direttori Generali che hanno l’ultima parola sui candidati. Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano propone addirittura di abolire questi concorsi perchè sono diventati una farsa. Il giornalista si chiede alla fine: “se la logica clientelare è chiara da tempo perché solo adesso viene denunciata?”. La risposta potrebbe essere semplice: forse qualcosa sta cambiando e la Magistratura può finalmente mettere “il naso” in cose che appaiono poco chiare.

Denunce in passato, a tale proposito, ne sono state fatte tante ma sono cadute nel vuoto, nel generale disinteresse dei vari Ministri che si sono succeduti alla Sanità. È la prima volta che mi capita di ricorrere ad un’auto-citazione ma già nel 2005 scrivevo in un libro intitolato “Dall’altra parte” (prima edizione BUR 2006): “L’Italia è in coda a tutti Paesi Europei sia per quanto riguarda la spesa sanitaria pro capite sia come percentuale sul PIL. Gli Amministratori non vengono scelti per le loro capacità nel settore sanitario ma in base all’appartenenza politica e alla provata fedeltà al partito. Il Direttore Generale, eletto dal Presidente della Regione, ha la facoltà di scegliersi il Primario da una rosa di “idonei” stabilita da un’inutile prova concorsuale e le scelte non sempre tengono conto dei titoli e delle capacità del candidato”. Non dicevo nulla di nuovo, tutto già  risaputo e ripetuto più volte  e denunciato nel tempo ma inutilmente. Le cose oggi sembrano addirittura peggiorate e non rimane che sperare che  il Ministro della Sanità attualmente in carica prenda in seria considerazione la proposta del Presidente Dell’Ordine dei Medici di Milano e agisca di conseguenza.

Ma i guai della Sanità non sono solo questi e vale la pena segnalarne un altro con la massima chiarezza: oggi fare il medico all’interno di una struttura è tutt’altro che facile. Egli deve agire, da una parte, secondo scienza e coscienza e, dall’altra, secondo criteri di economicità che sovente confliggono tra loro, stretto fra una Società che gli chiede troppo ed un’Economia che gli impone di fare il minimo. Ma il vero problema non nasce  soltanto dalle Aziende Sanitarie che, per esigenza di bilancio, sono talvolta costrette a trascurare la cura, il vero male si annida in quegli Ospedali Privati, ma convenzionati con la Regione, dove la cura viene dopo il profitto. Sono Ospedali che possono guadagnare anche molto grazie ai rimborsi provenienti dal denaro pubblico delle Regioni, sopratutto se compiacenti.
In questa situazione un medico quanto più lavora tanto più guadagna, idem dicasi per Amministratori e dipendenti vari. È la quantità che viene premiata e non la qualità. Ne risente ovviamente la correttezza delle diagnosi, delle indicazioni e dei provvedimenti terapeutici.
La totale assenza di controlli che verifichi l’appropriatezza delle prestazioni, chiude il cerchio, assai poco magico, e alla fine chi ci rimette è sempre il malato.

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter