Fondazione Zoé

Quali cambiamenti potrebbe indurre nella vita di un essere umano la manipolazione genetica?

Si sa del rapporto originario tra corporeità e psiche. Una azione sul corpo è anche una azione sulla psiche. Basti qui accennare alla vasta gamma degli psicofarmaci, che possono indurre mutamenti considerevoli nel carattere. Si sa che la vita emotiva dipende a volte dalla presenza o meno di sostanze organiche. Non sappiamo fin dove può spingersi oggi la manipolabilità della vita psichica di un essere umano con opportuni interventi manipolatori “esterni” (deprivazioni sensoriali, psicofarmaci, condizionamenti psicofisici ecc.) o anche “interni” (terapie o manipolazioni psicologiche). Meno ancora sappiamo immaginare quali cambiamenti potrebbe indurre nella vita di un essere umano la manipolazione genetica. Soprattutto non sappiamo quali cambiamenti possa indurre in un essere umano il venire a sapere di tutto questo come storia propria.

Venire a sapere che qualcuno degli umani mi ha prodotto teconologicamente può cambiare tutto, perché la discrasia tra psiche e soma può diventare esplosiva esattamente a questo punto. La vera discrasia è, infatti, quella tra coscienza e autocoscienza, essendo l’autocoscienza il livello più proprio dell’essere umano. Una autocoscienza che si sa come coscienza manipolata da altri esseri umani rischia fortemente di rifiutarsi e di esplodere. O comunque di chiedere un risarcimento infinito. Tutte le relazioni e le dinamiche psichiche possono risultare alterate senza rimedio. Non sappiamo come possa crescere un io che si sa prodotto artificiale d’altri esseri umani. La sua singolarità non sarebbe più assolutamente protetta. La richiesta di infinità, di assolutezza e di unicità, propria di un orizzonte trascendentale, verrebbe a contrastare in modo permanente con la riproducibilità dell’opera artificiale (cioè umana).

Ci si potrebbe sentire asserviti per sempre da altri come noi. Ci si potrebbe sentire inevitabilmente (da sempre e per sempre) non-umani. Replicanti. Potete facilmente prevedere e intuire il dramma di un essere umano che non si sa messo al mondo da madre natura tramite un essere umano, ma da un altro essere umano tramite un artificio umano. Perché la verità è questa, che la tecnica della vita è una prassi di esseri umani i quali, se sono senza scrupoli, cioè senza eticità, a monte decidono di noi senza di noi, e in modo per noi irreversibile. Noi allora saremo destinati, ossia costretti, a pensarci come già fatti da qualcuno che ci ha fatti come lui ci voleva. Inevitabile l’implicazione: siamo in mano sua in modo originario; siamo per sempre una sorta di schiavi suoi; non possiamo più sfuggire alle sue mani.

Io credo che un essere umano, il quale ha dentro di sé, se è un essere umano, l’idea del diritto alla libertà della propria origine e all’infinità del proprio destino, non può sopportare più di tanto la notizia di essere stato programmato a tavolino da un altro essere umano. Si sentirebbe manipolato nella sua esistenza in totalità, vorrebbe a tutti i costi liberarsi da questa dipendenza e forse vorrebbe farla pagare a chi lo ha manipolato prima ancora che nascesse al mondo. In ogni caso, egli tenderebbe a chiedere a tutti un risarcimento infinito. Lo chiede già chi di noi ha perso la mamma o il papà da bambino. Figurarsi chi non può neppure immaginare d’avere un papà e una mamma!

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter