Fondazione Zoé

È una giornata di primavera e passeggiando costeggio un bar con dei tavoli all’aperto.

Due signori anziani, uno seduto con una gamba distesa ed un bastone da passeggio in mano, e l’altro in piedi, se ne stanno al sole. Quello in piedi sentenzia: “è il sangue che si condensa dentro, chi ciapa ciapa “. Con una concisione esemplare il signore in piedi ha descritto un ictus cerebrale e quello seduto, che ascolta con aria rassegnata, è quello che l’ictus lo ha subito. Il quadretto è inequivocabile.
Da medico ritorno col pensiero a tutti gli aspetti della malattia: al trombo che si forma  all’interno dei vasi, che si può staccare dalle loro pareti diventando un embolo che a sua volta andando in giro nel torrente circolatorio può occludere arterie importanti del nostro organismo. Quando ad essere occlusa è un’arteria che va al cervello si realizza un ictus cerebrale. Ripenso ai fattori predisponenti della malattia: la famigliarità, l’ipertensione, l’obesità, il fumo etc… etc… ma sento che quell’espressione dialettale, chi ciapa ciapa, nella sua fulminante concisione, vuol dire molto di più. Parla di una malattia insidiosa che può colpire chiunque in qualsiasi momento come l’esperienza di tutti i giorni insegna e come la saggezza popolare tramanda.

Ricevo una telefonata di una signora che mi dice che suo marito “ha un brutto male che è andato dappertutto. Adesso gli fanno la chemio ma el tacòn xe peso del buso“.
Dunque, il marito della signora ha un tumore che non è una malattia, il cancro diventa maschile, diventa il male. Un male brutto, brutto perché è poco conosciuto e difficilmente curabile, soprattutto quando è diffuso.
El tacòn peso del buso si riferisce all’effetto di un rammendo peggiore del buco stesso. E’ un riferimento alla chemioterapia i cui effetti, cioè i disturbi che questa arreca, sono superiori a quelli che produce il tumore. Ancora una volta realizzo come la mia spiegazione sia più lunga e meno efficace e rimango sinceramente ammirato dalla concisione e appropriatezza di quel racconto.
Poche parole scelte con cura che chiariscono un pensiero.   

 

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