Fondazione Zoé

Al peggio non c’è mai fine: pessimismo da ansia o tragica realtà?

Il giorno 5 giugno il Censis ha presentato in occasione del “Welfare Day”, un rapporto da cui risulta evidente il deterioramento progressivo dell’assistenza sanitaria nazionale. Secondo i dati raccolti nella ricerca oltre 9 milioni di italiani hanno denunciato che non possono accedere ad alcune prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno per mancanza di soldi.

Di questi, 2,4 milioni sono anziani, 5 milioni vivono in coppia con figli e 4 milioni risiedono nel Sud del Paese. La situazione è grave, se si considera che secondo i dati raccolti dalla ricerca, c’è una percentuale pari al 31,7% degli italiani che è convinta che ci sia stata un peggioramento della sanità nella sua regione mentre la sensazione che le cose vadano meglio riguarda un numero sempre più esiguo di persone: il numero di coloro che ritengono che ci sia stato un miglioramento nelle prestazioni sanitarie italiane è in calo del 7%.

Sono dati preoccupanti, anche se la situazione di ansia e di perdita di benessere probabilmente accentua la percezione pessimistica. D’altro canto la crescita dei ticket e la lungaggine burocratica per ottenere esami clinici è oggettivamente un fattore negativo.

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