Fondazione Zoé

Da piccolo acciacco a sintomo patologico: rischio di ipocondria per i cyber pazienti. 

Sto rischiando il cosiddetto “diabete senile”, come accade a molti altri che come me fanno vita sedentaria e amano un cibo ricco e gustoso. Il mio medico mi ha prescritto i soliti esami e quindi mi ha dato alcune indicazioni pratiche: avrei dovuto attenermi a quelle e stare tranquillo. E invece no…

Come accade a molti ho voluto andare “un po’ a vedere” sul web se trovavo qualche indicazione e informazione.
Sono praticamente giorni che dedico la serata a cercare sul web, trovando una infinità di spiegazioni e indicazioni da far girare la testa. L’unico vantaggio è che non seguo più in tv  i dibattiti elettorali (e questo credo faccia molto bene alla mia salute in generale): ma quanto a farmi idee più chiare sulla miadi certo la situazione è peggiorata assai.
Non so più se devo o meno fare molto movimento, o curare molto la dieta, o prendere determinati medicinali, o semplicemente stare tranquillo e rilassarmi, o chattare con una serie di persone che stanno curando o hanno appena curato questa sindrome, o rivolgermi a centri specializzati a quanto pare diffusissimi (strano, prima non ne avevo mai visti!).

Insomma, non so bene se il web fa bene o male al mio quasi-diabete: di certo sembra che non sia il solo ad avere questo problema, anzi pare quasi sia il problema centrale del secolo.

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