Fondazione Zoé
Secondo il CENSIS, in Italia nel 2012 il 62% della popolazione era connesso in rete.
È noto che la posta elettronica rappresenta ormai uno dei metodi di comunicazione più comuni e popolari anche se il suo impiego, in ambito di prevenzione e cura della salute pubblica, non è ancora consolidato; anche in Italia, comunque, sembrano esistere le condizioni di base per un efficace impiego in ambito sanitario. 
 
A questo proposito, dal Regno Unito arriva una metanalisi che ha riesaminato nove studi clinici in cui la comunicazione tra paziente (quesiti) e medici (risposte) poteva avvenire via e-mail. Sono stati selezionati nove studi clinici per un totale di 1733 pazienti: per otto di questi studi era stata valutata l’efficacia delle e-mail rispetto ai metodi standard di comunicazione (colloquio personale); per uno studio, invece, il confronto era “tecnologico”, avvenendo infatti con la comunicazione telefonica. L’efficacia è stata misurata in termini di benefici sugli esiti clinici o effetti collaterali per i pazienti e di efficienza e risparmio di risorse per il servizio sanitario.

Purtroppo gli studi disponibili sono troppo limitati e presentano rischi di bias per trarre solide conclusioni. Tuttavia, nel caso in cui si è confrontata l’efficacia delle e-mail rispetto ai metodi standard di comunicazione (colloquio personale) non è stato possibile per la maggior parte dei pazienti evidenziare un beneficio clinico; contestualmente, non si è riscontrata alcuna evidenza di risparmio di risorse per il servizio sanitario, anzi sembra che in alcuni casi aumenti il numero di e-mail e di telefonate verso i sanitari. Anche nel caso di confronto con il colloquio telefonico non sembrano esserci differenze in termini di benefici clinici, sebbene la comunicazione tramite telefono sembri dimostrare una maggiore potenzialità di convincimento verso il paziente a intraprendere modifiche dello stile di vita. 
 

Secondo gli autori, in conclusione, gli studi a disposizione non permettono di giungere a conclusioni attendibili sull’impatto della posta elettronica nel rapporto medico-paziente e sulla efficienza dei servizi sanitari; tuttavia, in questo campo sarebbe utile in futuro impostare ricerche che portino a risultati più significativi e che tengano in debito conto l’evoluzione della tecnologia, sia come servizio offerto al paziente e ai suoi curanti, che come strumento efficace per ridurre i costi dei servizi sanitari.

Fonte: H. Atherton, 2012. Per approfondimenti: The Cochrane Library 

 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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