Fondazione Zoé
I media sono una delle principali fonti di informazione sugli argomenti medico-scientifici per il pubblico e spesso lo sono anche per medici, altri operatori sanitari e decisori. Pertanto, una rappresentazione distorta di una terapia medica o chirurgica influenza l’opinione del pubblico e la sua propensione ad accettare le terapie, oltre a condizionare il processo decisionale nella sanità. 
 
Un caso esemplificativo proviene da un’analisi fatta su 197 articoli comparsi sui principali dieci quotidiani britannici nell’arco di 24 mesi (2010-2011) relativamente al tema della chirurgia bariatrica e metabolica.
Si tratta di  un intervento chirurgico destinato a ridurre l’obesità patologica, definita da un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 40 kg/m2. Questo intervento comporta benefici per il paziente – in termini di riduzione del rischio di mortalità e di sviluppo di co-morbilità, come il diabete di tipo 2 – e per l’intera società, in quanto consente una riduzione dei costi sanitari legati al singolo paziente. 
 
Williamson e collaboratori, autori di questa analisi, mettono in evidenza l’ampia disparità di opinioni espresse in questi articoli: infatti, il 33% di essi considera l’approccio negativo,  il 53% lo considera positivo e il 14 % neutro (vale a dire descrive i “fatti” senza fornire “commenti” e rimandando ad altri la valutazione).
Gli autori di quest’analisi ritengono che gli articoli negativi possano distorcere la consapevolezza generale dei pazienti obesi e ne influenzino le scelte e i tempi della decisione. 

E’ corretto esigere dalla stampa, e dai media in genere, un’informazione appropriata e consapevole, ma bisogna ricordare che i quotidiani non sono l’unica fonte di informazione; in Italia, poi, la lettura del giornale è patrimonio di una minoranza della popolazione. Il paziente fonda la propria consapevolezza anche su altre fonti tradizionali (come il passaparola) o meno tradizionali come il web, ma, nel caso di patologie, rimane il medico la fonte più autorevole. 

Fonte: J. M. L. Williamson, 2012. Per approfondimenti:  Lavoro originale

 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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