Fondazione Zoé
Tra le strategie formative adottate in ambito sanitario, da tempo vengono utilizzati filmati come supporto al processo di apprendimento. Il termine “cinenurducation” (una sintesi fra cinema, nurse – infermiere – ed educazione), si riferisce proprio a questa metodologia didattica per la formazione degli infermieri. 
 
L’utilizzo nella formazione di film del grande schermo non rappresenta una novità, ma non sono numerosi gli studi condotti per capirne l’utilità e fino ad oggi non era disponibile una revisione sistematica dell’argomento. La lacuna è stata colmata da un gruppo di ricerca sudcoreano, che ha preso in considerazione 198 studi internazionali, selezionando poi i 15 rispondenti a rigorosi criteri qualitativi di scelta e che si riferiscono a una popolazione di più di 700 studenti. 
 
L’attuale letteratura considera la formazione attraverso la cinematografia un’efficace strategia didattica nell’ambito della formazione di base infermieristica e dell’educazione continua.
 
Le caratteristiche specifiche dell’apprendimento attraverso la ‘cinenurducation’ sono sostanzialmente le seguenti quattro:
i) l’apprendimento vede un coinvolgimento molto più attivo dello studente, rispetto alle tradizionali forme di educazione in cui l’attore principale è l’insegnante; 
ii) l’apprendimento avviene attraverso la visione e l’interiorizzazione di esperienze vissute sia da parte dei pazienti che dei loro familiari;  
iii) l’apprendimento viene facilitato da un approccio riflessivo, che si sviluppa mediante esercitazioni di interpretazione dei temi proposti dai film e la condivisione dei diversi punti di vista degli studenti;
iv) l’apprendimento viene rafforzato dall’approccio ‘problem-solving’ tipico di questa metodologia e questo aumenterebbe la comprensione di quanto appreso in classe.
 
Gli autori evidenziano anche alcune difficoltà legate all’uso di questa metodologia didattica, le quali riguardano principalmente l’elevato impegno richiesto ai docenti per selezionare i film più appropriati per il curriculum dei propri studenti. 
Raccomandano perciò la selezione di un campione di film su cui preparare delle guide istruttive che possano essere usate in diversi contesti e lo sviluppo di strumenti di valutazione standard per misurare il reale beneficio di questa metodologia per l’apprendimento degli studenti. 
 

Fonte: J. Oh 2012. Per approfondimenti: Pubmed

 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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