Fondazione Zoé
C’è la necessità di migliorare l’adesione dei pazienti ai programmi di screening antitumorale, in particolare a quello del tumore colorettale, che è la seconda causa più importante di morte negli Stati Uniti. A tal proposito si stanno conducendo studi scientifici al fine di trovare le modalità più efficaci per favorire l’adesione ai programmi di screening. 
 
E’ noto che il web offre possibilità inedite per educare i pazienti verso una maggior cura di se stessi e per questo è opportuno capire quale possa essere il suo ruolo nella diffusione di informazioni sullo screening tumorale, a fianco o in alternativa ai metodi tradizionali. 
Sorprendente il risultato di un recente studio condotto negli USA, presso il Fox Chase Cancer Center di Philadelphia. Lo studio – che contemplava un gruppo controllo per il quale erano previste le abituali iniziative mediche – ha messo a confronto l’efficacia della comunicazione sullo screening dei tumori colorettali fatta attraverso l’invio di documentazione scritta e l’efficacia della comunicazione di identici contenuti fatta via web: il web non ha migliorato la partecipazione che è risultata in linea con quella ottenuta con l’iniziativa via comunicazione scritta e, dato sorprendente, con il gruppo controllo.
  
Allo studio hanno partecipato un totale di 904 donne identificate tramite due database nazionali di pazienti ginecologiche, non sottoposte in precedenza a screening, che presentavano un  rischio medio di incidenza della patologia. A quattro mesi dall’inizio dello studio, l’adesione allo  screening  non era significativamente differente dopo informazione specifica sul rischio diffusa in rete (12,2%), tramite stampa (12,0%) o nel gruppo di  controllo (12,9%).  Il nuovo approccio comunicativo via web non ha avuto quindi alcun effetto significativo sull’adesione allo screening, tranne che in alcuni sottogruppi (in particolare quello a reddito elevato). 
 
Gli autori dello studio hanno perciò concluso che difficilmente un intervento educativo basato sul web, di per sé e senza altre azioni di rinforzo,  migliori l’adesione allo screening colorettale nelle donne a rischio medio. 
 

Fonte: Weinberg 2013. 

 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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