Fondazione Zoé

Sempre più di frequente ad una persona in cerca di lavoro viene richiesto un curriculum.

E’ giusto che sia così, questo infatti costituisce un valido elemento di valutazione sia nei confronti di chi si candida a ricoprire un ruolo sia per chi debba semplicemente svolgere una relazione. E’ quanto è capitato anche a me quando, in occasione delle celebrazioni dei miei 50 anni di laurea, sono stato invitato a tenere una lettura.
 

Mi sono messo d’impegno ad aggiornare il mio curriculum vitae in cui mancavano i dati sugli ultimi anni della mia lunga esperienza di medico e di chirurgo. Rileggendolo ho sorriso perché, pur avendo riportato fatti realmente accaduti, la mia storia risultava largamente incompleta, addirittura sembrava non del tutto rispondente al vero.
Veniva infatti riportata soltanto una serie infinita di successi iniziando dalla Laurea per finire alla Direzione di un Dipartimento prestigioso come quello di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari dell’Università di Padova. Nel mezzo specialità a grappoli, Libere Docenze, Concorsi vari, Maturità a Cattedra fino al conseguimento dell’Ordinariato. Per finire l’elenco delle pubblicazioni e delle partecipazioni a Congressi Nazionali ed Internazionali.

L’impressione che se ne riportava era quella di una marcia trionfale. Nel curriculum non risultavano le fatiche quotidiane, le notti insonni, le speranze e le frustrazioni e sopratutto le sconfitte che segnano qualsiasi lunga carriera, in particolare quella del chirurgo anche se in definitiva contribuiscono a formarne il lato più umano e più vero.

I curricula non raccontano che una piccola parte della nostra vita e nemmeno la più importante.
Qualcuno potrà dire, leggendomi, che ho scoperto l’acqua calda ma io francamente non ci avevo mai pensato.
 

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter