Fondazione Zoé

È ormai risaputo che l’Human Papilloma Virus (HPV) sia l’agente eziologico del cancro alla cervice.
Il cancro della cervice può essere prevenuto e i servizi sanitari sono attivi in tale direzione: dal 2006 sono disponibili vaccini contro il virus destinate alle giovani donne tra i 9 e i 26 anni. E’ importante favorire i tassi di vaccinazione contro l’HPV da parte delle adolescenti, ma bisogna considerare che quando il vaccino viene somministrato a ragazze minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori.
Comprendere quando e come una madre possa prendere questa importante decisione è obiettivo di numerosi studi.

L’Università di Louisville, nel  Kentucky, USA, ha condotto uno studio prospettico che ha coinvolto un campione di 68 coppie madre-figlia reclutate per verificare l’ipotesi della “Teoria del comportamento pianificato” (Theory of Planned Behavior,  TPB).  Questa teoria  indica i fattori e i meccanismi (e cioè Behavioral Attitude, Societal Norms, Perceived Behaviour Control) che predicono le intenzioni e la decisione finale.
 
Nella prima fase dell’indagine, madri e figlie sono state sottoposte, in modo indipendente, alla somministrazione di questionari, per analizzare, secondo la teoria del TPB,  le variabili che avrebbero potuto influenzare le intenzioni delle madri e precisamente: 
1) la loro posizione verso l’efficacia e la non rischiosità del vaccino e la prospettiva di aiutare la figlia a stare in salute in futuro (behavioral attitude)
2) il fatto che in famiglia e tra gli amici l’idea di sottoporre la figlia alla vaccinazione fosse accettata (societal norms)
3) la rassicurazione che la vaccinazione non fosse troppo costosa e che il medico della figlia fosse favorevole alla vaccinazione  (perceived behavoural control) 
A sei mesi dall’indagine  16 madri hanno scelto di vaccinare la propria figlia. Per queste madri la decisione di far vaccinare le proprie figlie è risultata fortemente correlata alle intenzioni emerse nella prima fase di indagine sulla base della loro posizione in merito alle variabili della TPB.

Gli autori, pur riconoscendo la limitatezza del campione dello studio, concludono che:
A) la teoria del ‘Planned Behavior’ indica i fattori da tenere in considerazione per promuovere la vaccinazione contro l’HPV, attraverso iniziative specifiche sulle famiglie o campagne di marketing sociale
B) sono necessari ulteriori studi per comprendere quanto questo modello si possa applicare a diversi tipi di famiglie, a diverse culture e nazionalità. 

 

Fonte: Hertweck SP, 2012.

 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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