Fondazione Zoé
La discussione sul diritto alla salute e la qualità e il livello di assistenza sanitaria offerta dai servizi pubblici è da tempo in corso e non solo in Italia. Infatti, nonostante la sanità italiana e quella americana siano basate su principi e organizzazioni differenti, entrambe hanno un problema comune: l’insostenibilità della domanda di salute e dei costi in continua crescita.

Un approfondimento del Dipartimento di Marketing e Management dell’Università di Shippensburg, negli USA, intravvede nella perdita di una parte di diritti personali (per esempio nei casi di comportamenti negativi per la salute, quali il fumo di sigarette, una dieta non equilibrata, scarsa attività fisica, uso eccessivo di alcool) e nell’incremento della responsabilità personale per mantenersi in salute la possibilità di accesso all’assistenza sanitaria in futuro. 
 

L’analisi degli Autori evidenzia come una delle cause dei costi insostenibili e al contempo dell’inadeguatezza dei servizi sanitari possa essere ricercata nella difformità tra la percezione del diritto alle cure sanitarie, alle quali ogni cittadino pensa di poter accedere, e la scarsa responsabilità personale rispetto alla gestione della propria salute. La percezione di diritto alle cure sanitaria origina da un “diritto morale”, intimamente connesso al  concetto di sacralità della vita, ma la prospettiva per chi fornisce il servizio sanitaro si è evoluta poichè i diritti individuali stanno surclassando i diritti dell’intera società. Il livello di assistenza sanitaria che i governi possono offrire può oscillare da un un intervento limitato – un “diritto negativo” alla salute, come la prevenzione di un rischio per la salute imputabile a cause sociali prevenibili, quali l’inquinamento – a varie forme di “diritto positivo all’assistenza sanitaria”, che varia da un decoroso livello di assistenza sanitaria a il migliore possibile, accessibile a tutti. 

Gli Autori approfondiscono il concetto di legittimità al diritto all’assistenza sanitaria e mettono in discussione il concetto di giustizia distributiva e sociale, fino a presentare l’assistenza sanitaria come un privilegio che, a differenza di un diritto, prevede dei limiti e come tale può essere fornito, guadagnato, modificato o revocato da parte dei governi.


Fonte:
 Morisette S., 2013. Approfondimenti: Pubmed

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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