Fondazione Zoé
Il 35-40% della popolazione ha una patologia cronica. I cronici consumano il 70% del bilancio della sanità. Sempre il 70% degli accessi al Pronto Soccorso sono codici bianchi impropri. Questi dati, connessi al cambiamento demografico, obbligano a rivedere radicalmente il modello di organizzazione dei servizi. Ciò significa chiudere i piccoli ospedali che non sono più a tutela del territorio locale, perché non hanno le competenze specialistiche adeguate e non servono per le patologie croniche.
 
E’ a partire da questo quadro che si sviluppano l’indagine e la proposta degli studi del prof. Francesco Longo e che discuteremo nel corso dell’incontro “La sanità futura: come cambieranno gli utenti, le istituzioni, i servizi e le tecnologie”, lunedì 24 giugno alle ore 18 nella sede di Fondazione Zoé, in corso Palladio 36 a Vicenza.
Assieme a Longo, docente all’Università Bocconi di Milano ed esperto in management dei servizi sociali e socio-sanitari, interverranno Domenico Mantoan, Dirigente Generale della Sanità della Regione Veneto, Franca Porto, Segretario Generale della Cisl Veneto e Bruna Stocchiero, della FIMMG, Federazione Italiana Medici di Famiglia.
 
Le quattro azioni strategiche che suggerisce il prof. Longo: chiudere i piccoli ospedali e avere un ospedale mediamente per ogni 100.000 abitanti. Trasformare i piccoli ospedali in specialistica poliambulatoriale, che è la vera criticità del SSN, in quanto solo metà delle visite specialistiche sono fatte in regime di sistema pubblico, le altre sono pagate. Questo è un passaggio che presenta criticità, va spiegato alle comunità locali che trasformare un piccolo ospedale in un poliambulatorio specialistico è conveniente. Aumentare i posti letto in strutture residenziali protette extraospedaliere. Quarta azione: attivare un modello operativo per la presa in carico appropriata del paziente cronico.
 
Che cosa significa? Che la patologia va intercettata per tempo, che ci vuole l’adesione convinta del paziente alla terapia e va istituita una forte interdipendenza organizzativa tra attori sanitari. Quest’ ultima permette al medico di base di accedere a diagnosi e terapie prescritte dallo specialista. Un modello che richiede anni di implementazione, con una funzione strategica dell’ integrazione dei sistemi informatici. Ma serve ad affrontare il problema dei codici bianchi impropri, che vanno intercettati prima e intervenire con appropriatezza.
La quantità di pazienti con patologie croniche è tale che assegna una funzione strategica alle professionalità infermieristiche. Un altro ostacolo alla sfida del cambiamento è che l’ età media nel SSN supera i 50 anni, anche per il blocco feroce al turn over. L’alternativa a questo modello sono i tagli lineari, gestiti dal centro, che risolvono, forse, il problema economico ma non quello dell’arretratezza del sistema rispetto al cambiamento dei fabbisogni di salute. In Lombardia con il Creg, in Emilia Romagna con le Case della Salute e in Toscana con il Chronic care model sono in atto delle sperimentazioni molto avanzate. Il Veneto, con il suo nuovo Piano Socio-Sanitario regionale intende porsi all’altezza di questa sfida della Sanità Futura.
 
Quello di lunedì è il primo appuntamento del 2013 del ciclo di conferenze “Zoé riflette con…” inaugurato con successo lo scorso anno con ospiti di rilievo quali i senatori Treu e Sacconi, chiamati a discutere sulle prospettive occupazionali nel nostro paese. 
“Zoé riflette con…” quest’anno si concentrerà su tre filoni di approfondimento che riguardano l’area delle politiche socio-sanitarie, l’area della formazione delle risorse umane e l’area della ricerca medico-scientifica. Un percorso di accompagnamento che proseguirà a settembre e si concluderà ad ottobre in occasione della settimana dedicata alla salute e al benessere “Vivere sani, Vivere bene”. 
 
Per informazioni e prenotazioni: info@fondaizonezoe.it – 0444 325064

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