Fondazione Zoé
Una corretta comunicazione fra chirurgo e paziente costituisce una premessa ineliminabile dall’esercizio dell’atto medico e condiziona, non solo la relazione interpersonale, ma anche il successo degli interventi.

Dall’invenzione di Laennec dello stetoscopio alla recente tecnica che permette la sostituzione della valvola cardiaca artificiale Sapien per via transcateterale, la crescente sofisticazione della tecnologia sanitaria  ha influito significamente sul rapporto tra i medici e i loro pazienti. L’evoluzione della tecnologia ha consentito un grande avanzamento nell’efficacia e nella sicurezza delle cure, ma ha anche facilitato il contatto con i medici attraverso tecnologie che consentono la comunicazione  anche a grandi distanze.

Il ricorso alla telemedicina, che vede servizi medici forniti attraverso i media elettronici, rappresenta un’enorme opportunità per curare pazienti che vivono in aree rurali lontani da medici o luoghi di cura, che sono anziani o che non sono in grado di muoversi per loro disabilità. Inoltre mediante la telemedicina si possono gestire cure a lungo termine.

Alcuni aspetti medico-legali stanno condizionando l’ampliamento dell’uso della telemedicina. Essi riguardano temi quali il consenso informato, la riservatezza – visto che la tecnologia richiede per funzionare la presenza di più persone che possono accedere ai dati del paziente – o il ricorso pratiche non lecite, come la prescizione delle medicine via internet.

Gli autori auspicano che queste potenziali criticità vengano superate, in modo che la telemedicina possa portare interamente gli importanti benefici alla salute di cui è potenzialmente capace, come ad esempio la chirurgia a distanza attraverso la robotica. 

 

Fonte: Blake, 2012. Approfondimenti: Pubmed

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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