Fondazione Zoé

L’estate ripropone uno dei classici dilemmi per la salute: tintarella o difesa della pelle? 

L’estate che torna ripropone un altro dei classici dilemmi per la salute: tintarella o difesa della pelle?
Sappiamo che curiosamente nel corso del secolo scorso nei paesi occidentali si è rovesciato il paradigma classico, durato nei secoli, del pallore come bellezza e nobiltà (il fatto è che a essere abbronzati erano allora i contadini e i lavoratori della gleba, mente i nobili erano pallidi in quanto non obbligati a svolgere lavori all’esterno): oggi noi riteniamo segno di bellezza, vigore, salute l’abbronzatura, che esalta il sorriso e la profondità dello sguardo. Eppure ogni anno la medicina torna a spiegarci che se l’esposizione al sole è necessaria per sintetizzare una serie di sostanze indispensabili al benessere dell’organismo, la sovraesposizione danneggia non solo la pelle.

Lo sappiamo ormai tutti, eppure l’inseguimento della abbronzatura profonda persiste imperterrito: una dimostrazione in più, se ce ne fosse bisogno, che la moda e la pressione di gruppo, la ricerca di desiderabilità sociale, prevalgono sulla ragione e sulla scienza. Questa contraddizione fa la fortuna dei produttori di pomate creme e quant’altro promette di poter avere l’una ( l’abbronzatura) e l’altra (salute) senza problemi…

 

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