Fondazione Zoé

Cosa pensa un medico quando in giro sente chiacchiere e conversazioni in tema di salute? 

Ascoltare ciò che dice la gente può servire anche a farci un’idea di come funziona o non funziona i nostro Sistema Sanitario. E’ un esercizio utile,  per passare il tempo, quello di tenere le orecchie dritte nelle sale d’attesa di un aeroporto, in un bar o sotto gli ombrelloni in riva al mare ma più semplicemente ascoltare i discorsi che si intavolano con conoscenti occasionali.  

Gli argomenti sono quasi sempre gli stessi. Ora che lo spread pare non essere più un problema sono i discorsi sull’economia, sull’IMU e IVA a farla da padrone. Al secondo posto troviamo le previsioni sul meteo seguite dalle ipotesi sul nome del Royal Baby, al quarto posto troviamo i rapporti di coppia di ogni tipo e infine i problemi di salute che riguardano sia il benessere che la malattia. Sono questi ultimi che attirano la mia attenzione e curiosità professionale e che mi portano a fare alcune considerazioni.  

“Avevo un certo fastidio alla spalla” dice una signora parlando con alcune amiche “ma il mio dottore è proprio bravo, mi ha fatto eseguire una scintigrafia ossea, una densitometria, una Tac e una Risonanza e mi ha detto che sono sana come un pesce. Nel frattempo il dolorino che avevo è passato”.  
Una volta per capire che una persona godeva di buona salute era sufficiente guardarla e tuttalpiù visitarla. Oggi sembra indispensabile spendere almeno 10000 euro di esami per tranquillizzare la paziente e sopratutto il medico. Se questi sono i progressi della tecnologia….  

Un’altra signora, seduta in un bar si lamenta: “tutte le volte che vado in Ospedale per il controllo incontro una faccia diversa”. Purtroppo è vero! E’ il dramma delle visite ambulatoriali. Posso immaginare il disagio di una persona che viene visitata da un medico sconosciuto anzichè da quel dottorino così rassicurante che la seguiva in corsia quando era ricoverata. Le risponde un’altra signora: “Sona andata ad una visita prenotata da 6 mesi e mi hanno detto di tornare il mese prossimo. Ho minacciato di scatenare un putiferio e di andare a “Striscia la notizia” e come per incanto è apparso un dottore che mi ha tranquillizzato dicendomi che mi avrebbe visitato in tarda mattinata e così è stato”. Era sufficiente, quindi, soltanto un po’ di buona volontà ma per una persona che trova il coraggio di far valere le proprie ragioni molte altre se ne tornano a casa per un’attesa piena di pensieri e di paure.

“Una mammografia? Fra 2 anni. E privatamente? Anche domani.”  Quante volte ho sentito queste frasi dove l’interesse privato è sempre dietro l’angolo.
“Sono stato operato” dice un signore che, in costume da bagno mostra quasi con orgoglio, una bella ferita sulla pancia. “Di che cosa?” gli chiede un vicino con poca delicatezza. “Non lo so, me lo diranno fra un mese” è la risposta agghiacciante. Un colloquio assai breve ma che mette in luce l’incomunicabilità, la mancanza di rispetto e la disorganizzazione che regna in certi reparti e che mi auguro siano una piccola minoranza.  

“Ci vediamo al prossimo anno” saluta un’anziana signora, rivolta ad amici in partenza.
“Speriamo di esserci ancora e sopratutto di stare bene” le risponde uno di loro.  
Appunto.

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