Fondazione Zoé

Un mondo di dolci: colorato, vario, abbondante, tentatore ma anche infantile e “buono”…

Una ricerca sul rapporto con i dolci (sia  a base cioccolato, sia a base crema-zucchero) indica come nei quattro maggiori paesi d’Europa (Germania, Francia, Inghilterra e Italia) ad oggi prevalga ancora l’atteggiamento di ambivalenza: da un lato si è consapevoli che i dolci vanno consumati con parsimonia, dall’altro si sente un forte bisogno della dolcezza e della compensazione che solo i dolci sanno dare.

Mi ha colpito proprio questa consapevolezza del dolce come “psicofarmaco”: in particolare le persone sono convinte che il cioccolato dia energia, umore positivo e sia anche un “premio meritato” quando le cose mi vanno male o quando mi vanno bene, perché “io valgo” e se la vita non me lo riconosce ho bisogno di dirmelo da solo, mentre se la vita me lo riconosce ho diritto a qualcosa di speciale.

C’è poi l’espansione interessante dei “dolcetti”: tornano le caramelle, i candies di zucchero, le rotelle di liquerizia, pensate al successo dei prodotti Haribo anche in Italia… Insomma gira per l’aria un gran bisogno di autoconsolazione, che trova la complicità degli altri legittimando delle “trasgressioni meritate” sempre più: tra l’altro sta affermandosi  per cerimonie meeting e matrimoni la “tavola dei dolcetti”, cioè un tavolo dedicato a dolci una volta “minori”.

Un mondo colorato, vario, abbondante, tentatore ma anche infantile e “buono” affettivamente.

 
 

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