Fondazione Zoé
Negli ultimi anni i social media si sono dimostrati dei mezzi efficienti e poco costosi per promuovere diverse attività. Non fa eccezione il settore sanitario, compresi i chirurghi plastici, che hanno sviluppato e realizzato contenuti interattivi on-line, marketing e pubblicità per promuovere le loro attività.
 
Secondo un’indagine svolta dai ricercatori di Los Angeles, molti chirurghi plastici sono favorevoli ad usare i media sociali quale strumento di marketing: molti professionisti che hanno aderito a questa rivoluzione sostengono che la loro pratica ne ha beneficiato in vari modi. Tuttavia, molti di loro sostengono che sia necessario un controllo al fine di garantire un uso appropriato ed etico di queste nuove risorse a vantaggio di tutta la comunità.

Un sondaggio anonimo sull’uso della piattaforma digitale è stato distribuito ai membri della Società Americana di Chirurgia Plastica (AAPS). I dati mostrano che circa la metà degli intervistati sono normali utenti dei social media: – – il 56,7% crede che l’integrazione tra social media e pratica medica sia inevitabile,  
– il 52,1%  pensa che i social media siano un efficace strumento di marketing,
– infine il 49% crede che rappresentino un utile forum per l’educazione del paziente.

Inoltre, emerge che i più propensi ad usare i social media  sono i chirurghi che svolgono attività in studi privati: la maggior parte degli intervistati (64,6 %) ha dichiarato che i social media non hanno avuto alcun effetto sulla loro pratica, il 33,8%  ha invece beneficiato della comunicazione sociale online, mentre solo l’1,5% ha registrato un impatto negativo.
 

Gli autori del sondaggio hanno infine dichiarato «Questo tema deve essere oggetto di discussione e valutazione costante  che segua l’evolversi dell’esperienza della chirurgia plastica e della sua presenza nei social media».
 

Fonte: Vardanian AJ, 2013. Abstract  –  Per approfondimenti (a pagamento) 


 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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