Fondazione Zoé

Il farmaceutico e l’alimentare biologico sono tra i settori che non risentono di crisi.

Secondo gli ultimi dati disponibili (settembre 2013) gli italiani stanno riducendo le loro spese un po’ in tutti i comparti: dalle auto alle vacanze, dall’abbigliamento al ristorante fino ai telefonini (ebbene sì, qualche rallentamento si ha anche in questa area, fino ad ora in continua espansione). Persino l’alimentare, che di solito non risente così fortemente delle crisi economiche, ha subito un rallentamento.

E’ interessante notare però dove la spesa non si riduce, anzi aumenta. Nell’alimentare, per esempio, non diminuisce ma anzi cresce l’acquisto di cibi freschi e di biologico (peraltro prodotti ad alto costo): cibi che si pensa possano mantenere in salute e in forma, valori evidentemente ancor più preziosi e da tutelare in momenti di crisi e di timore per il futuro.  

Non sembra neppure diminuire, a conferma del bisogno di proteggere la propria salute, la spesa farmaceutica privata (quella dei farmaci a banco, pagata direttamente dal cittadino). Mentre diminuiscono le spese per viaggio o per uscite da casa (per un cinema, per una pizza, un teatro o una piccola gita fuori porta), aumenta il consumo di connettività: le persone non si muovono ma si connettono sempre di più, quasi a sostituire i contatti agiti realmente con quelli via internet, mantenersi presenti pur non spendendo per muoversi.

E infine cresce la spesa per il viagra: certamente per occupare le serate a casa ma soprattutto, credo, per evitare di sentirsi impotenti in un contesto in cui temiamo il peggio.

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