Fondazione Zoé
Gioia, ansia, collera, allegria… le emozioni nutrono la mente e misurano il nostro grado di benessere rispetto a noi stessi e in relazione al mondo esterno. Colorano la nostra vita ma, se non gestite, possono diventare pericolose.
La conoscenza di noi stessi è un percorso meraviglioso che ha origine dalla comprensione delle nostre emozioni. Ne parlerà lo psichiatra Giuseppe Civitarese, dottore di ricerca in Psichiatria e Scienze relazionali, in uno degli incontri della rassegna “Vivere sani, Vivere bene”, quest’anno dedicato a “La salute delle relazioni”. 

L’esperto interverrà per spiegare come le emozioni siano al centro della vita psichica. Tema questo che Civitarese ritrova nel pensiero di Bion e che intende come strada per indagare i livelli più primitivi e profondi del mentale.
Le emozioni infatti costituiscono una componente importantissima del nostro quotidiano, sono parte integrante dell’esistenza e tutte le esperienze della nostra vita sono legate a un vissuto emozionale. Non sono volontarie: non possiamo innamorarci o rallegrarci a comando. Né possiamo crearle, inventarle o eliminarle, sono la diretta espressione di noi stessi e di quel che anima il nostro cuore. Ciononostante possiamo scegliere se esserne succubi o meno, poiché abbiamo la responsabilità del nostro comportamento, possiamo controllarlo e governarlo.
Quando l’apporto di emozioni è equilibrato, esse sono fonte di salute e vita, quando invece vengono a lungo trattenute e represse possono diventare distruttive, perchè la loro mancanza porta aridità e sofferenza. Inoltre, proprio perchè le emozioni sono necessarie come segnale di avvertimento che qualcosa non va, imparare a sapere come ci sentiamo ci aiuterebbe a non esserne sopraffatti. Certo, la nostra cultura ci ha insegnato che le emozioni vanno trattenute e non manifestate con disinvoltura. Ci è stato insegnato, per esempio, che arrossire è sinonimo di debolezza e che i veri uomini sono quelli che non lasciano trasparire quel che si agita dentro di loro.
Capiremo invece che il segreto è riconoscere le emozioni ed entrare in sintonia con loro per dare un senso alle esperienze che viviamo. 

L’incontro pubblico con Giuseppe Civitarese si terrà martedì 15 ottobre alle ore 20.45 a Vicenza  nella Fondazione Zoé, nell’ambito della Rassegna “Vivere sani, Vivere bene”. 
 
Segui il programma su www.viveresaniviverebene.it

GIUSEPPE CIVITARESE

Psichiatra, psicoanalista, dottore di ricerca in psichiatria e scienze relazionali, Membro ordinario della Società psicoanalitica Italiana, dell’American Psychoanalytic Association e dell’IPA. Vive e lavora Pavia. Ha pubblicato numerosi contributi su temi di psichiatria e di psicoanalisi su alcune delle maggiori riviste nazionali e internazionali. È tra gli autori del volume Sognare l’analisi. Sviluppi clinici del pensiero di W.R. Bion Bollati Boringhieri, 2007; Psicoanalisi in giallo. L’analista come detective, Cortina ; Psicoanalisi Oggi, Carocci, Roma 2013. Ha pubblicato inoltre L’intima stanza: teoria e tecnica del campo analitico, Borla, 2008; La violenza delle emozioni. Saggi su W.R. Bion e la psicoanalisi post-bioniana, Raffaello Cortina, Milano 2011; Perdere la testa. Abiezione, conflitto estetico e critica psicoanalitica, Clinamen, Firenze 2012; Il sogno necessarioNuove teorie e tecniche dell’interpretazione in psicoanalisi, FrancoAngeli, Milano 2013; Con V. Egidi Morpurgo ha curato L’ipocondria e il dubbio, FrancoAngeli, Milano. Attualmente è direttore della Rivista di Psicoanalisi, ottano ufficiale della Società psicoanalitica Italiana.

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