Fondazione Zoé
Le statistiche dicono che circa uno studente su cinque in Italia nel corso della sua vita scolastica ha bisogno dell’aiuto di un esperto per difficoltà di apprendimento che danno luogo a bocciature, ritiri dalla scuola e incapacità a stare al passo con i compagni di classe.

Per difficoltà di apprendimento si intendono diverse tipologie di problematiche scolastiche che possono impedire o semplicemente rallentare il normale processo dell’apprendere. Non sono dunque difficoltà associabili a patologie, ma riguardano sia la personalità dello studente e la sua motivazione, sia il contesto in cui vive e studia. Altra cosa invece sono i “disturbi specifici dell’apprendimento”, come dislessia e discalculia, che rappresentano una sorta di elemento costitutivo che accompagna il bambino fin dalle prime fasi del suo apprendimento.

Gli obiettivi della rieducazione e dell’intervento sono necessariamente differenti. Ma cosa sanno gli adulti dei processi di apprendimento? Sono in grado di distinguere i momenti di difficoltà dai disturbi specifici? Aver chiari i meccanismi che regolano i processi di conoscenza significa aiutare i nostri figli a crescere, sviluppando al meglio tutte le loro potenzialità. Ecco perché per affrontare queste tematiche la Fondazione Zoé ha inserito nella sua ricca rassegna Vivere sani, Vivere bene, dedicata quest’anno a “La salute delle relazioni”, un incontro con due specialisti: Daniela Lucangeli psicologa, psicoterapeuta e membro tecnico dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e Sergio Della Sala neuropsicologo di fama internazionale.

Alla crescita e allo sviluppo delle capacità cognitive di un bambino concorrono diversi fattori, tra i quali, come dimostrato anche da recenti studi, ricopre un ruolo primario l’atteggiamento dei genitori e degli educatori, in termini di affettività e di attenzione. Ma c’è qualcos’altro, oltre al nutrimento e alle coccole, che influisce positivamente sui collegamenti tra le cellule cerebrali e dunque sull’apprendimento dei più piccoli. Come funziona la nostra memoria? Come possiamo influire sul suo sviluppo e migliorare le capacità di apprendimento dei nostri bambini? A indicare la strada sarà Daniela Lucangeli. L’esperta parlerà dell’importanza di stimolare i processi di apprendimento, soprattutto quando si tratta di aiutare i piccoli che presentano delle difficoltà scolastiche. Sergio Della Sala metterà poi l’accento sui bisogni educativi individualizzati, passaggio fondamentale per evitare che tanti bambini crescano con il peso di supposizioni diagnostiche affrettate. 

L’incontro pubblico con i due esperti si terrà lunedì 14 ottobre alle ore 20.45 a Vicenza a Palazzo delle Opere Sociali, nell’ambito della Rassegna “Vivere bene, Vivere sani 2013”. 

Segui il programma su www.viveresaniviverebene.it

 

Daniela Lucangeli

Laureata a Padova nel 1988 in Filosofia e successivamente nel 1991 in Psicologia, ha conseguito il PhD in Psicologia dello Sviluppo nel 1997 a Leiden (Olanda) su progetto internazionale. Psicologa, psicoterapeuta e membro tecnico dell’Osservatorio Nazionale sull’Infanzia. Docente a seminari intensivi per studenti CEE, all’interno dei progetti Socrates/Erasmus. Svolge attività didattica nelle Facoltà di Scienze della Formazione, Psicologia e Medicina dell’Ateneo di Padova in corsi di laurea, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione. Ha tenuto corsi presso università nazionali e internazionali sui temi della Psicologia dello sviluppo e della Psicopatologia dell’apprendimento. È membro di diverse associazioni di ricerca e svolge attività di referente per riviste specializzate. È autrice di numerosi contributi scientifici su riviste del settore, oltre che di saggi scientifici e didattici. Le principali aree di ricerca della docente sono la Psicologia dello sviluppo, dell’apprendimento e dell’educazione, con particolare riferimento all’apprendimento matematico. È prorettore dell’Università di Padova.


Sergio Della Sala

Laureato in Medicina, specializzato in Neurologia e dottore di ricerca in Psicobiologia. Dirige l’Unità di Human Cognitive Neuroscience dell’Università di Edinburgo, dove insegna Neuropsicologia Sperimentale e Clinica al corso di laurea in Psicologia. Ha lavorato presso
l’Università di Milano, la Fondazione Maugeri (Pavia) e dal 1994 al 2004 è stato professore di Neuropsicologia all’Università di Aberdeen, Scozia. Il suo ambito di ricerca è costituito dai deficit comportamentali e cognitivi causati da lesioni o malattie cerebrali, in particolare la malattia di Alzheimer e gli esiti di ictus. Ha pubblicato oltre 200 lavori su riviste scientifiche internazionali di neurologia e neuropsicologa, oltre a qualche lavoro “scettico” (tra cui insieme a Garlaschelli e Ramaccini, una possible spiegazione del fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro). Della Sala si occupa anche di divulgazione scientifica, per conto della Wellcome Trust, della British Psychology Society e tramite i convegni del CICAP. Il suo libro più recente Mind Myths tratta delle false assunzioni e credenze che molti hanno sul funzionamento della mente e del cervello, un tipico argomento da CICAP, di cui Della Sala è socio effettivo dal 1991 e presidente dal 2012.

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