Fondazione Zoé
L’alfabetizzazione sanitaria è un aspetto da tenere ben presente nella comunicazione tra operatore sanitario e paziente: leggere senza difficoltà le prescrizioni di farmaci piuttosto che un opuscolo informativo non sempre è facile per tutti. È quindi essenziale che il pubblico, grazie alla mediazione degli operatori sanitari, sia in grado di migliorare la sua abilità nella comprensione di termini scientifici, per gestire meglio la propria salute e avvicinarsi al mondo complesso della sanità. Purtroppo l’Italia, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), si trova ai gradini più bassi per le competenze alfabetiche e così anche in America un terzo della popolazione non ha un’istruzione sanitaria adeguata.
 
Evidenze sempre più numerose suggeriscono che una scarsa alfabetizzazione sanitaria può avere conseguenze molto negative per la salute, rende problematica l’autogestione delle malattie croniche, aumenta i costi sanitari. Dopo una visita medica il paziente deve ricordare molte informazioni per usare in modo corretto la terapia prescritta, in particolare in caso di malattie di tipo cronico. Alcuni studi mostrano che i pazienti una volta arrivati a casa dimenticano quasi l’80% delle indicazioni ricevute mentre il 50% viene ricordato in modo non corretto. È quindi necessario rendere la comunicazione con gli assistiti oltre che chiara, semplice e comprensibile anche efficace.
 
Un’analisi condotta da Jennifer Johnson, specialista di Farmacia Clinica, pubblicata sull’American Journal of Health System Pharmacy (Michigan), evidenzia come sia indispensabile che l’operatore sanitario sia in grado di valutare la cultura sanitaria dei pazienti e su questa base adeguare la comunicazione scritta e verbale. L’autrice ricorda i numerosi strumenti, facili e veloci, oggi disponibili per valutare il grado di alfabetizzazione di un paziente, anche se valutare l’istruzione sanitaria di un assistito non è sempre così semplice. Alcuni pazienti, per imbarazzo, si nascondono dietro a scuse come “ho dimenticato i miei occhiali” oppure “lo leggerò a casa”, e meno del 50% condivide apertamente questo disagio con i propri cari. 

Il ruolo del farmacista in questo processo di alfabetizzazione sanitaria è basilare, in quanto può rappresentare l’ultima opportunità per assicurare che i pazienti comprendano come usare i farmaci correttamente. Per questo motivo dovrebbero essere introdotti insegnamenti di alfabetizzazione sanitaria nel percorso di laurea in Farmacia, in modo che gli studenti possano acquisire le competenze per valutare il grado di cultura sanitaria dei pazienti ed essere così in grado di utilizzare le modalità di comunicazione più idonee per i pazienti con bassa alfabetizzazione sanitaria. 
 

Fonte:  Johnson, 2013. Per approfondimenti

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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