Fondazione Zoé
L’utilizzo dei social media è cresciuto in modo esponenziale per condividere e raccontare eventi ed esperienze personali attraverso diverse tipologie di narrazione. La facilità d’uso e la capacità di ottenere un vasto pubblico digitale ha permesso ai social media di entrare anche nel mondo delle istituzioni sanitarie. La maggior confidenza con questi mezzi comunicativi è in mano alla cosiddetta Generazione Y, ossia quella generazione conosciuta anche come Net Generation, costituita dai nati tra gli anni ottanta e i primi anni duemila, che è cresciuta e si è formata con l’evoluzione tecnologia.  
 
Katherine Becker e colleghi dell’Università del Wisconsin-Milwaukee (USA) hanno analizzato un blog istituzionale nato nel 2006, il Tour the Life, dell’Indiana University School of Medicine, creato per consentire a studenti di medicina di scrivere sulle loro esperienze accademiche, cliniche e personali e fornire così una narrazione sulla loro scuola di medicina ai possibili futuri studenti.   
 
Dall’esame dei 309 post, scritti nell’arco di circa di 6 mesi da 10 studenti blogger, è emerso che essi usano sia una narrazione strutturata che personale. La narrazione strutturata viene usata prevalentemente per dare consigli ai potenziali futuri studenti astenendosi dall’uso di un linguaggio critico e negativo utilizzando un approccio definito “silver lining”, che mostra il risvolto positivo degli eventi descritti.  Il racconto di storie personali si presenta invece come un diario che riporta i momenti significativi della vita accademica sia a livello didattico che confidenziale. 
 
Le storie di vita privata parlano di esperienze diverse e coinvolgono famiglia e aun blog per  mici: esperienze positive e negative che possono influenzare sia le relazioni personali sia lo studio e, a volte, ripercuotersi anche sulla cura del paziente. Spesso la scrittura sul web è un modo alternativo per comunicare sentimenti ed emozioni a volte difficili da esternare.  
 
La diffusione dei blog istituzionali può essere utile per contribuire a dare fiducia e credibilità alle istituzioni promuovendo al tempo stesso un ambiente favorevole per reclutare nuove matricole. Condividere storie ed esperienze attraverso un diario virtuale porta senz’altro benefici agli allievi da un punto di vista psicologico personale. Una forma di marketing sociale per aiutare gli studenti che decidono di intraprendere questa carriera e per la professione futura. 
 

Fonte:   Becker, 2014. Per approfondimenti

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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