Fondazione Zoé

 

Come realizzare una buona relazione, quando si ha a che fare con una persona anziana?

Doppia etica della senescenza. – L’interrogativo si divide subito in due, perché è, di suo, ambiguo.

La senescenza come luogo eticamente significativo può, infatti, essere trattata come soggetto o come oggetto di relazione. Come soggetto: è colui che vive la vecchiaia ad essere, in primo luogo, coinvolto nell’indagine. Egli vuol sapere come nella vecchiaia si può condurre una buona vita. Nondimeno, sorge spontanea anche un’altra versione del rapporto tra etica e senescenza, quella che prende la senescenza ad oggetto di cura.

La domanda, allora, diventa: come realizzare una buona relazione, quando si ha a che fare con una persona anziana o senescente? Tale domanda, stavolta, appartiene a tutti quelli che assistono chi è senescente: dall’operatore sociale al medico, dall’infermiere al parente più o meno prossimo, dall’operatore politico al volontario. Detto ancora in altri termini, quali sono non i doveri del senescente, ma i nostri doveri verso il senescente?

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