Fondazione Zoé

Ipermercato o alimentari sotto casa? Dalle ferie, vi racconto il mio punto di vista… 

Si continua a ripetere che il fattore decisivo per una cultura della salute sta nello stile di vita delle singole persone: corretta alimentazione, attività fisica, evitare eccessi, non fumare… e così via.

Certo è vero, ma proprio in questi giorni ho modo di osservare, nella cittadina dell’alto Monferrato in cui mi trovo, quanto sia di fatto difficile alle persone cambiare abitudini. In questa cittadina e nei vicini paesini si trovano ancora piccoli negozi alimentari davvero a “km 0”, con cose del luogo facilmente scelte con cura personale da chi te le vende e spesso te le racconta, tra l’altro a un prezzo decisamente inferiore a quello standard nei supermercati di Milano.

Bene, qualche anno fa nasce qui un grande ipermercato prevalentemente alimentare: ci crediate o no è aperto 364 giorni l’anno ed è sempre affollatissimo! Chi è di qui vede nel comperare in quel tempio di modernità una scorciatoia per uscire dal provincialismo, e chi viene qui in vacanza o villeggiatura sente la nostalgia della comodità del supermercato della sua città dove “è tutto lì a portata di mano, e non si perde tempo in chiacchiere”.
Non per questo i negozietti sono vuoti: ci trovi i vecchi del paese e i turisti scandinavi e olandesi… 

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