Fondazione Zoé
L’aumento dell’aspettativa di vita rappresenta uno dei maggiori fattori di benessere di una popolazione, una difficile sfida per garantire una realizzazione sociale e lavorativa elevata, abbassando i rischi sanitari legati all’età. In particolare nei paesi ricchi, l’invecchiamento è destinato ad assumere proporzioni sempre più marcate, dovute al calo della mortalità e soprattutto al minor numero di nati.
 
Da questa situazione non è esente la Cina, tanto che il governo sta pensando di spostare l’età pensionabile a 65 anni. Per contro la maggior parte dei cinesi anziani, residenti nelle aree rurali, è completamente estranea al concetto di previdenza sociale, poiché le persone lavorano finché sono fisicamente in grado e saranno poi i figli a garantire il loro sostentamento. La Cina, infatti, paese lontano dal modello del welfare europeo, tutela (pur non coprendo adeguatamente tutti i residenti) i lavoratori con una percentuale del loro salario e con un sistema di assistenza sociale assicurato dai governi locali, coprendo il 90% della popolazione.
 
In questo contesto, l’articolo di Yaohui Zhao della National School of Development dell’università di Pechino, prende in considerazione il problema analizzando i dati di uno studio condotto tra giugno 2011 e marzo 2012 su un campione di oltre 17.700 over 45 e i loro rispettivi coniugi, in oltre 400 comunità urbane creando una mappa attiva tramite Google Earth che permette di aggiornare i dati a distanza di due anni tramite interviste face to face. La ricerca fotografa la situazione sanitaria del campione con particolare attenzione alla salute mentale e fisica e alla presenza di fattori di rischio. I dati raccolti sono distinti nei due generi per poter evidenziare le differenze esistenti.
 
La ricerca evidenzia come sia ancora presente una significativa disparità tra uomini e donne, che hanno avuto minor accesso all’istruzione, anche se la tendenza è tuttavia in forte mutamento e le differenze nella popolazione più giovane sono essenzialmente scomparse. La salute cognitiva, che ha nell’istruzione il suo principale elemento predittivo, si dimostra essere ancora carente nell’attuale popolazione anziana, rappresentandone la maggior insidia. Sono le donne che subiscono maggiormente gli effetti dell’età sulla salute fisica: depressione, diabete e ipertensione non diagnosticata restano preoccupanti, anche se oggi ci sono segnali positivi sul trattamento di queste malattie grazie a un miglioramento del servizio sanitario. Sano e anziano sembrano essere due termini difficili da utilizzare insieme: l’aumento dei fumatori, la crescente obesità e l’inquinamento dei centri urbani costituiscono il centro delle forze negative per il benessere fisico nella Cina contemporanea.
 
Campagne di salute pubblica e incentivi alla sanità sono urgentemente necessari, se si vuole che le conseguenze a lungo termine di questi comportamenti non si esprimino nelle future generazioni. 
 
Per approfondimenti:
 
– James P. Smith J. P., Strauss J., Zhao Y., “Healthy aging in China”, The Journal of the Economics of Ageing, 2014

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.
 

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