Fondazione Zoé
 
Sfide continue difficilmente immaginabili solo un decennio fa: la ricerca ha preso per mano la vita dell’uomo per accompagnarlo verso obiettivi arditi al limite della reali possibilità.

Per fornire informazioni attuali e utili alle comunità scientifiche, la rivista JAMA ha deciso di seguire questo percorso proponendo per il 2015 una serie di articoli intitolata Scientific discovery and the future of medicine.
La raccolta, introdotta dagli stessi editori della rivista (Phil Fontanarosa e Howard Bauchner), vuole essere un momento di riflessione sulla medicina del futuro. I primi quattro articoli pubblicati in questo numero affrontano aspetti dello stato attuale della produttività della ricerca e dei finanziamenti da diversi punti di vista: la necessità di investire per realizzare a pieno il valore clinico delle scoperte grazie a personale qualificato, nuovi brevetti e pubblicazioni scientifiche; una nuova visione strategica per la ricerca e l’innovazione che suggerisce una crescita moderata e costante per non perdere la leadership acquisita grazie alle nuove scoperte nel campo delle scienze biologiche e delle biotecnologie che continuano a rivoluzionare la medicina.
 

Accanto a questi articoli si pone il lavoro di Langer e Weissleder, presso il Massachusetts Institute of Technology, il primo di questa serie sulle scoperte scientifiche che descrive le nuove applicazioni delle nanotecnologie in terapia, diagnostica e imaging. Il medico oggi dispone di una tecnologia avanzata e della collaborazione di diversi specialisti, mentre nel passato tutto si concentrava nell’abilità delle sue mani e l’anamnesi consisteva esclusivamente nell’esame obiettivo dei sintomi e segni clinici del paziente, potendo contare su pochi mezzi diagnostici. Non era un lavoro di squadra, ma il professionista si ritrovava l’unico operatore e aveva tutte le responsabilità del caso. Purtroppo molte malattie portavano alla morte del paziente, mentre oggi grazie alla prevenzione e alla scoperta di nuovi farmaci si è riusciti a fermare molte infezioni e fornire un’aspettativa di vita migliore. Anche la chirurgia si allinea alla medicina moderna con l’utilizzo di tecniche sempre meno invasive e tempi di recupero più rapidi con minor rischio di complicanze intra e post operatorie.
 
Strategie innovative e tecniche sempre più sofisticate sono il nuovo traguardo della medicina del futuro, un tentativo sfrontato di sfidare le leggi della natura attraverso una scienza di precisione e personalizzata per “curare” la morte. Recentemente Bill Maris presidente di Google Ventures sta puntando sulla ricerca per rallentare il processo dell’invecchiamento mettendo a disposizioni un capitale di 425 milioni di dollari. Col titolo “Google vuole che viviate per sempre” una rivista americana pone in primo piano questa sfida “vivere fino a 500 anni”. Prolungare la vita è sempre stato un sogno dell’uomo e oggi non siamo così lontani da questa meta. Dalla fantascienza alla ricerca concreta che ci porterà a incredibili cambiamenti per adeguarsi alle trasformazioni di una società inevitabilmente diversa.
 

Fonte: Fontanarosa e Bauchner, 2015

 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.
 

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