Fondazione Zoé
Sempre più persone ricercano informazioni legate alla salute attraverso il web, piuttosto che chiedere consiglio al medico che richiederebbe tempi più lunghi. Questo cambiamento dà il via a un movimento sociale composto dall’unione di utenti informati, tanto che anche l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e la Mayo Clinic (un team di più di 3300 esperti al servizio della ricerca medica e del cittadino) suggeriscono che anche chi non possiede una formazione specifica in campo medico, può essere una valida risorsa grazie a un rapporto più equilibrato con lo specialista.
Proprio il BMJ mette in luce quest’ aspetto con l’articolo scritto da Dave deBronkart, alias e-Patient Dave, che discute l’impegno del movimento progressista sociale nel migliorare la qualità delle cure mediche. L’autore è uno dei principali promotori mondiali della medicina partecipativa, sostenendo che l’impegno e la responsabilizzazione dei pazienti possono davvero aggiungere un importante contributo al lavoro dei medici (come spiegato nel suo libro Let patient help). L’e-Patient Dave è stato nominato recentemente “professore ospite” in medicina interna presso la Mayo Clinic sulla base della propria esperienza con la malattia e il successivo lavoro per cambiare il pensiero della medicina. Centrale per la sua convinzione è che, mentre il medico porta con sé la formazione e l’esperienza clinica, i pazienti portano la loro esperienza di vita, il loro profondo investimento per il successo del risultato, le loro competenze e capacità di recupero, e una prospettiva unica su esigenze e priorità. Il movimento riconosce l’autonomia del paziente come una valida priorità mentre la sua motivazione in situazioni difficili quale contributo essenziale per la migliore assistenza possibile.
 
L’autore tiene a precisare che questo movimento non è anti-medico, ma si tratta piuttosto di partenariato. Il web ha cambiato l’infrastruttura del flusso d’informazioni e la risposta del medico deve essere decisiva: medici moderni accolgono e condividono tali contributi con i colleghi; al contrario, atteggiamenti antiquati possono portare i pazienti informati ad essere trattati da criminali, come è avvenuto nel recente caso del piccolo Ashya King affetto da un tumore al cervello.   COnosce
Secondo l’autore la medicina non può raggiungere la sua massima espressione se ignora la voce degli assistiti. Tuttavia anche il paziente più emancipato non può negare il valore dell’esperienza clinica che possiede il medico: così forse un nuovo modello per migliorare il modo di fornire assistenza potrebbe nascere dall’unione di conoscenza, esperienza clinica e volontà del paziente. 
 
Fonte: Dave deBronkart, 2015. Per approfondimenti.   
 
 
Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.
 

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