Fondazione Zoé

 

Nel 1927 Francis Weld Peabody, medico americano, spiega che “Il segreto della cura del malato è averne cura”. Parole ancora più valide oggi, dove tanto si discute sulla relazione medico paziente di fronte a una medicina che, per contro, sta diventando sempre più tecnologica. Proprio questo fatto rende necessario un avvicinamento all’assistito offrendo il proprio sostegno e aiuto a una persona psicologicamente provata. Infatti, è ormai noto quanto l’empatia sia correlata a una migliore gestione della malattia: un processo decisionale reciproco che aumenta la conoscenza del vissuto del paziente, ma genera anche fiducia verso gli operatori sanitari che fanno parte del team ospedaliero. Un ruolo fondamentale hanno anche i care givers, persone che poi sono sempre a contatto con i malati, e un sorriso o una battuta scherzosa possono essere più importanti di quello che si possa pensare. Piccoli atti di gentilezza nel corso della cura permettono di confortare e di instaurare nello stesso tempo un rapporto di simpatia.
In un articolo pubblicato su Jama, William T. Branch Jr dell’University School of Medicine, Atlanta (USA), ritiene necessario rafforzare l’aspetto morale della medicina attraverso le capacità comunicative in particolare in un momento in cui gli operatori sanitari in generale sono soggetti al fenomeno della “de-professionalizzazione”.

È necessario che i professionisti oltre migliorare e attualizzare sempre più la pratica, debbano impegnarsi per arricchire la proprie capacità comunicative: pratica ed empatia sono ormai due elementi imprescindibili per una miglior comprensione reciproca e per aumentare la fiducia. Il beneficio di questa relazione si traduce in migliori risultati clinici, perché proprio la comunicazione aumenta l’aderenza alla terapia del paziente con esiti più rapidi e positivi sulla guarigione.

Per approfondimenti: Branch, 2015.

Articolo nato dalla collaborazione tra la Fondazione Zoé e il CCF – Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina Collaborazioni.

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