Fondazione Zoé

 

L’educazione dei figli è un dibattito sempre aperto: è infatti all’interno della famiglia che il bambino impara a relazionarsi con il mondo attraverso il modello e lo stimolo dei genitori. Questo processo è lungo e complesso ed è importante che fin da piccoli si impari a conoscere uno stile di vita corretto per poter crescere in salute.

In particolare l’influenza della famiglia sulle scelte alimentari e l’attività fisica, è parte di un processo educativo che coinvolge il bambino già nei suoi primi anni. Se da un lato è ormai chiara la relazione tra le abitudini a tavola, la sedentarietà e l’eventuale insorgenza di malattie, dall’altro lato la percezione dei messaggi socio-culturali sull’argomento da parte di genitori e figli è alquanto differente e variegata. Un recente studio, pubblicato su Social Science & Medicine, svolto su 150 gruppi familiari residenti nelle città australiane di Melbourne e Adelaide cerca di mettere in luce questi differenti punti di vista, focalizzandosi su quali fattori socio-culturali influenzano maggiormente la percezione dei messaggi relativi alla salute e quale ruolo giocano i comportamenti salutari nello stile di vita di genitori e figli.
I ricercatori sono partiti dall’analisi dei dati sul problema del sovrappeso e dell’obesità che riguarda ormai due terzi degli adulti nordamericani, inglesi e australiani. Analoga la situazione per i ragazzi, che con tutta probabilità cresceranno diventando adulti obesi o comunque in sovrappeso, quindi maggiormente a rischio di sviluppare diabete, malattie cardiovascolari e altre patologie.
Lo studio è stato condotto intervistando separatamente 159 genitori e 184 figli. Il primo dato importante emerso ha riguardato il concetto di peso: per gli adulti l’obesità, così come l’eccessiva magrezza, significa in particolare mancanza di salute, mentre per i ragazzi ha soprattutto un risvolto sociale, poiché viene identificata come minor accettazione da parte dei coetanei.  Sono i genitori stessi a sottolineare i rischi, anche sociali, che si possono correre con un’eccessiva alimentazione e con la mancanza di esercizio fisico, ma sempre con immagini negative e facendo leva sul senso di colpa e sulla paura. Al contempo però alcuni adolescenti intervistati riconoscono che i genitori applicano su loro stessi modifiche sullo stile di vita e sull’alimentazione verso un comportamento più salutista, mettendo sempre al primo posto il peso.
La percezione più comune che è emersa dalla ricerca è quindi un’estrema attenzione ai chili di troppo o mancanti, e in base a questo, la scelta di mettere in atto cambiamenti più salutari sull’alimentazione e sull’esercizio fisico, che altrimenti non avrebbero molto significato.  Di qui emerge la necessità e l’importanza di iniziative sociali su vari livelli e destinate sia agli adulti che ai ragazzi, per sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sul tema della prevenzione e su stili di vita salutari piuttosto che sul “correre ai ripari”, così come già raccomandato nel 2010 dall’Australian National Preventative Health Taskforce e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013.
Per approfondimenti: Samantha L. Thomas,  “Don’t eat that, you’ll get fat!” Exploring how parents and children conceptualise and frame messages about the causes and consequences of obesity, Social Science & Medicine, 2014

Archivi

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Iscriviti alla Newsletter