Fondazione Zoé

 

Che l’esercizio fisico sia importante per rimanere in buona salute, riducendo il rischio di sviluppare numerose patologie (come malattie cardiovascolari, diabete, cancro, ecc) o di morte prematura, è ormai assodato. Rimane però ancora oggi da stabilire quale sia la “dose” giusta per quella che può essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria medicina; a questa domanda hanno cercato di rispondere Thijis Eijsvogels e Paul Thompson in un articolo apparso di recente su JAMA.

Le attuali linee guida dell’OMS raccomandano agli adulti sani di praticare 150 minuti di esercizio fisico a intensità moderata (come camminare a ritmo sostenuto o ballare) o almeno 75 minuti a intensità vigorosa (come la corsa) alla settimana per migliorare le condizioni dell’apparato cardiovascolare e muscolare, la salute delle ossa e ridurre il rischio di malattie croniche e depressione.
Ma cosa succede se ci si allena di più o di meno? Studi recenti dimostrano che “poco” è comunque meglio di niente: infatti, anche solo 15 minuti al giorno di esercizio a moderata intensità o solo 8 minuti a intensità vigorosa riducono comunque il rischio di decesso. Accontentarsi di raggiungere obiettivi più “abbordabili” rispetto alle raccomandazioni dell’OMS è quindi già di per sé un ottimo risultato rispetto alla totale sedentarietà. Dover raggiungere, a tutti i costi, i livelli di allenamento raccomandati non deve quindi diventare un deterrente per chi, piuttosto che allenarsi di meno, decide di non allenarsi per niente pensando, erroneamente, che sia del tutto inutile.
Anche i più impegnati non hanno quindi più scuse, ma è bene ricordare che maggiore è l’allenamento, maggiori sono i benefici, anche se è stato dimostrato che, oltre una certa soglia, i vantaggi in termini di salute non aumentano più, ma rimangono per esempio gli stessi per chi si allena 5 o 10 volte in più rispetto alle raccomandazioni dell’OMS.

Per quanto riguarda invece la possibilità che esista una soglia massima di attività fisica che sarebbe consigliabile non superare, recentemente alcune ricerche hanno dato vita alla cosiddetta “too much exercise hypothesis”, secondo la quale un allenamento eccessivo sarebbe addirittura pericoloso, essendo associato a un aumentato rischio di mortalità cardiovascolare.
I due autori dell’articolo, analizzando la letteratura pubblicata in proposito, sono giunti alla conclusione che gli studi in questione avevano prodotto dati puramente osservazionali, che dimostrano quindi solo una correlazione fra esercizio fisico e tassi di mortalità, ma non una vera e propria connessione diretta.
Se è quindi vero, da una parte, che oltre un certo limite i benefici dell’attività fisica non aumentano più, dall’altra, ancora oggi, è più importante preoccuparsi dell’eccessiva sedentarietà piuttosto che della possibilità (non ancora dimostrata con dati convincenti) che troppo esercizio possa essere dannoso per la salute, almeno per quel che riguarda gli individui in buona salute.

Per approfondimenti:  Thijs M. H. Eijsvogels, Paul D. Thompson. Exercise Is Medicine At Any Dose? JAMA 2015.

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