Fondazione Zoé

 

Dialogare con i pazienti, coinvolgendoli attivamente nella scelta della terapia a cui si dovranno sottoporre, si sta rivelando una strategia sempre più efficace per aumentare l’adesione al trattamento. Un paziente soddisfatto delle cure che riceve, e del rapporto con il proprio medico, è infatti più propenso a seguire con attenzione le indicazioni terapeutiche, riuscendo a trarne così il maggior vantaggio possibile.

I trattamenti oncologici, in particolare, stanno diventando sempre più complessi e numerosi: ognuno è caratterizzato da una certa efficacia e da effetti collaterali più o meno gravi, che devono essere valutati attentamente. È quindi importante discutere con il paziente dei rischi e dei benefici di tutte le opzioni terapeutiche che il medico può proporre caso per caso.
Per quanto riguarda per esempio la radioterapia, uno studio condotto in Pennsylvania su più di 300 pazienti oncologici ha rivelato che coloro che si sono sentiti partecipi nel definire la dose del radioterapico e il numero di sedute, e che hanno percepito di poter “controllare” questa scelta, si sono dimostrati maggiormente soddisfatti del trattamento ricevuto. Al contrario, sono stati riscontrati maggiori livelli di ansia, depressione e affaticamento in quei pazienti che, pur desiderandolo, non sono stati coinvolti in questa decisione. Purtroppo ciò accade ancora troppo spesso: solo un terzo dei partecipanti allo studio si è infatti sentito chiamato in causa dal proprio medico.

Per approfondimenti:   Shabason JE, Mao JJ et al. Shared decision-making and patient control in radiation oncology. Cancer 2014.

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