Fondazione Zoé

Abbiamo inteso il Decennale di attività della Fondazione Zoé non solo come la celebrazione di un primo traguardo importante, ma soprattutto come l’occasione per guardare a Vicenza come “città pilota” per un possibile sviluppo futuro della salute: un’evoluzione che, partendo da una profonda conoscenza del territorio e delle sue dinamiche demografiche e sociali, pone l’accento sulle potenzialità del sistema, anche grazie all’adozione delle tecnologie digitali, dai big data ai nuovi device. Una fotografia della “Vicenza che vorremmo”, e una prima proposta per trasformarla in una realtà di eccellenza. E così, prendendo spunto da quella prima attività realizzata dieci anni fa da Zoé, l’indagine previsionale “Vicenza 2015“, abbiamo invitato alcuni esperti a ragionare su Vicenza 2025: città che promuove “la dimensione umana della salute”.

Con l’occasione abbiamo anche presentato due nuovi progetti della Fondazione, di respiro nazionale, che contribuiranno a consolidare la filosofia di Zoé che pone al centro delle sue proposte la persona e le relazioni. Ce lo racconta Mariapaola Biasi, Segretario Generale della Fondazione Zoé: Dopo 10 anni di attività vogliamo rinnovare il nostro impegno con due nuovi progetti che avranno una ricaduta concreta sulla vita delle persone. La Fondazione Zoé, acronimo di Zambon Open Education, è nata con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sui temi della salute. Non è, infatti, un caso il fatto che abbiamo messo nel nostro nome la parola Education”.

Che cosa intende quando parla di “Human Touch”?

La vita di ciascuno di noi è un intreccio di rapporti, incontri, legami. Nei momenti di fragilità le persone hanno bisogno di trovare, in chi le cura, partecipazione, condivisione, solidarietà, capacità di ascolto e sensibilità, gentilezza e umanità. Insomma, la cura come dialogo infinito e inesauribile, per dare respiro alle emozioni tra chi cura e chi è curato. Oggi abbiamo deciso di declinare il concetto di formazione alla luce di quello che noi chiamiamo “Human Touch”: una filosofia che guarda alla persona e alle relazioni e che diventa strumento di cura.

Da qui l’idea dell’Academy?

La Human Touch Academy insegnerà a medici, infermieri ma anche a famigliari di persone malate o anziane non autosufficienti, insomma, a chiunque debba mettersi in relazione con chi sta vivendo un periodo difficile, come rapportarsi meglio con loro.
L’Academy vuole dare un contributo alla salute che consideri non solo agli aspetti “tecnici” delle terapie ma anche la capacità di instaurare una buona “relazione di cura”, in grado di contribuire ad una migliore qualità della vita.
Oggi sappiamo, non solo attraverso i filosofi e gli psicologi, ma anche i neuroscienziati, che le parole, i gesti, gli sguardi, in generale i comportamenti tra curanti e curati sono parte integrante delle terapie. Questa è la conoscenza che vogliamo diffondere tra tutti coloro che, a diverso titolo, siano essi professionisti o caregiver, si trovano al fianco di persone che vivono una condizione di fragilità.

Guarda il video di presentazione del progetto Human Touch Academy:

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Il secondo ambito di sviluppo riguarda la malattia di Parkinson. Di che cosa si tratta?

La filosofia che sta dietro questo secondo progetto è la medesima, quella di trasferire il concetto di Human Touch intervenendo negli spazi abitativi in cui vivono le persone con Malattia di Parkinson ma non solo, perché vogliamo parlare anche alle persone portatrici di altri disagi motori e alle persone anziane non autosufficienti, ai loro familiari e ai caregiver, per rendere gli ambienti domestici più fruibili e sicuri, ma anche gradevoli, e migliorare così la qualità di vita e il benessere delle persone che li abitano.
Il progetto “Home Care Design for Parkinson’s disease” si concretizzerà nella realizzazione di linee guida per la progettazione di case e oggetti, in collaborazione con il Laboratorio di Ergonomia e Design dell’Università di Firenze, e con la partecipazione dell’Associazione Parkinson Italia e di medici specialisti. Le linee guida saranno destinate a tecnici, progettisti e operatori sanitari, per aiutarli a progettare o modificare arredi e attrezzature all’interno dell’ambiente domestico. Perché anche questo è “human touch”.

Guarda il video di presentazione del progetto Home Care Design for Parkinson’s disease:

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