Telmo Pievani è evoluzionista, filosofo della scienza, saggista, dal primo ottobre 2026 insegna Filosofia delle Scienze Biologiche presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano, dopo aver insegnato all’Università di Padova dal 2012 al 2026. Dal 2023 al 2026 è stato visiting scientist presso l’American Museum of Natural History di New York. Dal 2017 al 2019 è stato Presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica. Autore di 395 pubblicazioni, tradotte in più di 10 lingue, i suoi libri più recenti sono: “Imperfezione” (Cortina, 2019); “Finitudine” (Cortina, 2020); “Serendipità” (Cortina, 2021); “Tutti i mondi possibili” (Cortina, 2024); “Dove comincia l’uomo” (Solferino, 2025, con G. Remuzzi); “Uniti per la vita” (Il Mulino, 2025, con M. Casiraghi). Socio di importanti società scientifiche e dell’Editorial Board di riviste internazionali, presiede il Comitato Scientifico di BergamoScienza e dirige i portali multimediali Lucy sui Mondi e Pikaia. Vincitore di 19 premi, autore di libri anche per bambini sull’evoluzione, insieme alla Banda Osiris, al collettivo “Deproducers”, a Gianni Maroccolo e a Marco Paolini è artefice di progetti teatrali e musicali a tema scientifico. Collabora con Il Corriere della Sera e con le riviste Le Scienze e Micromega.
Siamo scimmie assassine o scimmie solidali? Le preferenze sessuali, le scelte economiche, i gusti estetici, le mode e i successi letterari sono tutti adattamenti biologici? Ed è più darwiniano essere di destra o di sinistra? Con uno stile ironico e brillante Telmo Pievani – filosofo ed epistemologo – smaschera gli errori e le ovvietà della «psicologia evoluzionistica pop», proponendo un approccio che non considera la mente umana come una “macchina di istinti” ossessionata soltanto da sesso, geni e competizione, ma come un “bricoleur” che, da sempre, si adatta all’imperfezione e all’imprevedibilità della nostra storia naturale e culturale. Ossia l’evoluzione continua, con i buoni vecchi mezzi di una volta, e con qualcuno nuovo.
Per il ciclo Zoé riflette con…, giovedì 19 giugno alle ore 18, il filosofo della scienza Telmo Pievani è stato ospite nella sede della Fondazione in corso Palladio 36 a Vicenza. Prendendo spunto dal suo libro “Evoluti e abbandonati“, Pievani, intervistato dal sociologo Massimiano Bucchi, ci ha condotti attraverso un approccio alternativo e pluralista all’evoluzione dei comportamenti umani.
Con Telmo Pievani, Professore di Filosofia delle Scienze biologiche presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova, alla scoperta di come l’evoluzione ha generato, fra i 300.000 e i 60.000 anni fa, la mente umana, ovvero quell’insieme unico di facoltà che comprendono il linguaggio, la capacità astrattiva, l’immaginazione, il senso morale e quello religioso. Facoltà che forse, secondo alcune ricerche recenti, non furono appannaggio esclusivo della nostra specie…
Charles Darwin definiva la migrazione “il fiume della vita”. In tutti i gruppi di animali ci sono migratori, capaci di imprese formidabili. Si spostano in cerca di cibo, futuro, benessere. Anche l’evoluzione umana deve tutto al migrare, allo spostamento, per inseguire gli habitat più congeniali. Da due milioni di anni le specie del genere Homo nascono in Africa e migrano in Eurasia. Con Homo sapiens arrivano anche in Australia e nelle Americhe. Migrare rimescola e genera diversità. Anche oggi la migrazione è un fenomeno strutturale, che crescerà nei prossimi anni. Libertà di migrare e diritto di restare nella terra in cui si è nati sono i due valori, complementari, da difendere nel XXI secolo. Perché i luoghi che attraversiamo, che trasformiamo e in cui scegliamo di restare sono parte della trama di relazioni da cui dipende anche la nostra salute.