Perché tendiamo a pensare alla salute solo quando stiamo male? Da quando la tristezza è divenuta una malattia da curare con gli psicofarmaci? E perché smettere di fumare è «contagioso»? Non c’è dubbio che la salute sia sempre di più al centro della nostra vita. Questo libro esplora le connessioni attuali tra salute, malattia e benessere dalla prospettiva della sociologia, rispondendo a queste e ad altre domande.
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Il capitale biologico è un viaggio nelle conseguenze sulla salute delle disuguaglianze sociali ed economiche, a cavallo tra biologia, epidemiologia, medicina, sociologia e antropologia. Capire l’importanza e il funzionamento del nostro capitale biologico è infatti il primo passo per dimostrare che un invecchiamento sano è un obiettivo possibile per tutti.
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Nei disturbi della condotta alimentare la distorsione patologica del rapporto con il cibo e l'immagine corporea esprime una sofferenza psichica altrimenti indicibile. I sintomi alimentari si modificano nel tempo. Quali ansie e quali timori ispirano il tentativo orto-vigoressico di costruire un corpo depurato di ogni inquinante contaminazione e rivestito da una solida corazza muscolare, ossessivamente allenato per eliminarvi ogni traccia di debolezza?
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La solitudine è una vera e propria malattia, che purtroppo non conosce età o confini. Non si parla di quella relativa a una condizione “sana”, cioè del tempo che scegliamo di dedicare a noi stessi, ma dell’isolamento che alcune persone vivono come una costrizione. Questo libro è un viaggio dentro la solitudine.
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Le sempre maggiori conoscenze che stiamo accumulando sulla genetica e sull’evoluzione umana hanno una forte influenza sulla percezione che avvertiamo di noi stessi. Un’influenza tale da richiamare un concetto potente come il destino, spesso associato a un’idea di predeterminazione scritta nei nostri geni. La realtà è però ben più complessa.
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Guardare in faccia la realtà, partendo dal bisogno vero delle famiglie italiane, ripensando per gli anziani sia le residenze sanitarie assistite sia l’assistenza domiciliare, percorsi paralleli per esigenze diverse. È quanto auspica Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria , autore del libro “Una lunga vita buona. Il futuro delle RSA in una società che invecchia”.
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